Morta dopo il crollo del balcone: ora riflettori sulla sicurezza

Il CNDDU esprime cordoglio per la docente morta e richiama l’importanza di controlli, manutenzione e interventi tempestivi sugli edifici.

Lucca – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la tragica e improvvisa scomparsa della prof.ssa Roberta Celli, docente del Liceo Statale “Francesco Cecioni” di Livorno, deceduta in seguito al cedimento del balcone della propria abitazione, avvenuto nel pomeriggio del 14 agosto.

Alla famiglia, agli studenti, ai colleghi e all’intera comunità scolastica il CNDDU rivolge un pensiero di sincera e partecipe vicinanza. Il Liceo Cecioni ha ricordato la prof.ssa Celli per la professionalità, la serietà e la dedizione con cui, dal 2023, aveva svolto il proprio servizio, contribuendo alla crescita degli studenti e alla vita della scuola. Parole che restituiscono il valore di una presenza educativa costruita quotidianamente attraverso il lavoro, la responsabilità e la relazione con le giovani generazioni.

Di fronte a una perdita tanto grave, il primo dovere è quello del rispetto: per il dolore dei familiari e per il lavoro degli organi competenti chiamati ad accertare le cause del cedimento. Qualsiasi valutazione sulle eventuali responsabilità sarebbe oggi prematura. È tuttavia necessario distinguere il piano degli accertamenti da quello della riflessione pubblica che una tragedia simile inevitabilmente sollecita.

Quanto accaduto a Livorno richiama infatti l’attenzione sulla sicurezza degli edifici nei quali si svolge la vita quotidiana delle persone. Il diritto alla sicurezza non riguarda soltanto scuole, luoghi di lavoro, infrastrutture e spazi pubblici, ma accompagna la persona anche nella dimensione privata dell’abitare, dove ciascuno dovrebbe poter compiere i gesti più ordinari senza essere esposto a rischi non conosciuti o difficilmente riconoscibili.

Il patrimonio immobiliare italiano comprende edifici appartenenti a epoche e tecniche costruttive differenti, sui quali il trascorrere del tempo, gli agenti atmosferici e il progressivo deterioramento dei materiali possono incidere in maniera non sempre immediatamente percepibile. Per tale ragione la sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla capacità del singolo cittadino di individuare eventuali criticità, ma richiede una più ampia cultura della prevenzione, sostenuta da competenze tecniche, controlli adeguati e manutenzione programmata.

Il CNDDU ritiene necessario favorire un cambiamento di prospettiva: la manutenzione non dovrebbe rappresentare soltanto la risposta a un danno già manifesto, ma diventare parte ordinaria della tutela dell’abitare. Conoscere le condizioni di un edificio e intervenire tempestivamente sulle sue vulnerabilità significa tutelare le persone e, nello stesso tempo, evitare che problemi affrontabili per tempo possano trasformarsi in situazioni di emergenza.

Questa riflessione non può prescindere dalla dimensione sociale. Le possibilità economiche delle famiglie e dei condomìni sono profondamente differenti e interventi tecnici significativi possono rappresentare un onere difficilmente sostenibile. Se la sicurezza viene riconosciuta come interesse collettivo, occorre evitare che la prevenzione diventi concretamente accessibile soltanto a chi dispone di maggiori risorse. È pertanto auspicabile una riflessione istituzionale su strumenti capaci di favorire controlli e manutenzione degli edifici, accompagnati da forme di sostegno adeguate alle situazioni di maggiore fragilità economica.

Non si tratta di aggiungere nuovi adempimenti burocratici, ma di promuovere una conoscenza effettiva dello stato degli immobili e una programmazione degli interventi coerente con la loro età, le caratteristiche costruttive e le condizioni di conservazione.

Per il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani tale questione possiede anche un preciso significato educativo. Parlare di diritti umani significa occuparsi della persona nella concretezza della sua esistenza. Il diritto alla vita, all’integrità e alla sicurezza non appartiene soltanto alle grandi dichiarazioni di principio, ma trova attuazione nella qualità dei luoghi nei quali viviamo, studiamo e lavoriamo e nella capacità delle istituzioni e della società di ridurre i rischi prevenibili.

La cultura della prevenzione è quindi parte della cultura della cittadinanza. Una comunità responsabile non attende necessariamente l’emergenza per interrogarsi sulle proprie fragilità, ma investe nella conoscenza, nella manutenzione e nella tempestività degli interventi.

Ciò deve avvenire senza alimentare allarmismi e senza trarre conclusioni sulle cause della tragedia di Livorno prima che gli accertamenti siano terminati. Saranno le autorità e i tecnici competenti a chiarire quanto accaduto. La necessaria prudenza, tuttavia, non impedisce di riconoscere un’esigenza generale: rafforzare nel Paese una cultura della sicurezza capace di intervenire prima che una criticità si trasformi in pericolo.

La morte della prof.ssa Roberta Celli assume per il mondo della scuola un significato particolarmente doloroso. Ogni docente contribuisce, spesso lontano dalla visibilità pubblica, alla formazione culturale e civile delle giovani generazioni. Quando una comunità scolastica perde improvvisamente una propria insegnante, perde una presenza fatta di lezioni, relazioni, responsabilità condivise e percorsi educativi.

Il modo più rispettoso di custodirne il ricordo è anche quello di non lasciare che le domande poste da questa tragedia si esauriscano con il venir meno dell’attenzione della cronaca. La prevenzione raramente fa notizia, perché il suo risultato più importante coincide proprio con ciò che non accade: un rischio riconosciuto per tempo, un pericolo rimosso, una tragedia evitata.

È su questa consapevolezza che il CNDDU auspica una riflessione istituzionale seria e duratura sulla sicurezza dell’abitare, nel pieno rispetto degli accertamenti in corso e senza indebite anticipazioni delle loro conclusioni.

Alla famiglia della prof.ssa Roberta Celli, ai suoi studenti, ai colleghi e all’intera comunità del Liceo Statale “Francesco Cecioni” il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova la propria più sentita vicinanza.