I militanti di “Centopercentoanimalisti” hanno esposto uno striscione per chiedere il trasferimento dell’animale, da sei anni rinchiuso al Casteller.
Trento – Alcuni militanti del Movimento “Centopercentoanimalisti” si sono presentati all’ingresso del castello di Avio, per chiedere la liberazione dell’orso Papillon. Gli attivisti hanno esposto uno striscione, in italiano e in inglese, rivolto ai numerosi turisti che frequentano il sito. La scelta della location, spiegano gli organizzatori, non sarebbe stata casuale: il castello si trova infatti nel territorio del comune di Avio, dove risiede il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.
Alla vista degli attivisti, il personale del castello avrebbe richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati i carabinieri e la polizia locale, che hanno identificato i militanti. Successivamente, lungo la strada in discesa dal castello, è intervenuta anche una seconda pattuglia dell’Arma, che ha nuovamente proceduto al controllo dei documenti.
Al centro della protesta c’è la vicenda di Papillon, l’orso che da circa sei anni si trova all’interno del centro faunistico del Casteller, a Trento. Secondo “Centopercentoanimalisti”, l’animale sarebbe stato catturato e trasferito nella struttura a causa della sua presunta eccessiva confidenza con l’uomo.
Gli attivisti contestano inoltre le condizioni di detenzione dell’orso, sostenendo che dopo la cattura definitiva Papillon sia stato castrato e destinato a vivere permanentemente in uno spazio considerato troppo ridotto.
Il movimento animalista annuncia nuove iniziative di protesta. “Altre azioni legittime, ma molto più eclatanti, verranno fatte nei prossimi giorni se il povero Papillon non verrà trasferito», fanno sapere gli attivisti.






