Concorso all’ospedale Civico, un file svela già i nomi dei vincitori?

Un foglio Excel è finito online prima del tempo, con accanto a ogni posto il candidato “predestinato”. Tra loro anche il figlio del sindaco di Palermo.

Palermo – C’è un concorso che, ancora prima di partire, sembrava già scritto. E a metterlo nero su bianco è un file Excel sfuggito al controllo degli uffici e finito online per ore, allegato alla delibera che indiceva la selezione interna per gli incarichi di “altissima professionalità” all’ospedale Civico di Palermo. Accanto a ogni posto messo a bando, in molti casi, compariva già il nome della persona a cui assegnarlo. Un documento rimasto pubblico il tempo necessario a fare il giro delle chat di medici e personale, prima di essere rimosso in fretta e furia.

In quell’elenco di oltre una trentina di medici, un cognome pesa più degli altri: quello di Luca Lagalla, figlio del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, indicato per un incarico in Pediatria. Ma non è il solo. Nella lista comparirebbero anche esponenti della rappresentanza sindacale interna, come Francesco Buonasorte, dato per favorito nel ruolo di anestesista rianimatore nel coordinamento operatorio con centro ustioni, e Giuseppe Paviglianiti, indicato per l’ecografia pediatrica e d’urgenza.

Il particolare che rende la vicenda ancora più intricata è che gran parte di quei professionisti ricopre di fatto da anni proprio i ruoli per cui risultano “predestinati”. Una sorta di ratifica in sanatoria di incarichi già esistenti, che negli ultimi cinque anni non erano stati assegnati formalmente a nessuno, finita però nel modo peggiore: con l’atto annullato in autotutela.

A far esplodere il caso è stato il polverone social e sindacale. Duro il commento del segretario generale della Fp Cgil Sicilia Francesco Fucile e di quello provinciale Andrea Gattuso: se gli elenchi con i nomi già scritti dovessero trovare conferma, hanno avvertito, saremmo davanti a “un’ennesima, gravissima degenerazione del sistema di gestione della sanità siciliana”, chiedendo “massima trasparenza e verifiche immediate” alla direzione dell’Arnas Civico e minacciando di rivolgersi all’assessorato regionale alla Salute.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, che ha bollato l’accaduto come “una vicenda vergognosa” sulla quale ha annunciato che chiederà chiarimenti.

L’azienda ospedaliera prova a spegnere le polemiche. In una nota, l’Arnas fa sapere di aver annullato il 12 agosto la pubblicazione dell’avviso, uscito il 7 agosto, spiegando che quel file “erroneamente pubblicato” era in realtà una ricognizione interna parziale effettuata dalla direzione sanitaria insieme ai responsabili delle strutture, per verificare la platea dei dirigenti potenzialmente interessati. La procedura, assicura l’azienda, “sarà riavviata nei prossimi giorni nel rispetto della normativa in materia”.

Tutto questo mentre al Civico va avanti da giorni lo stato di agitazione sindacale, alimentato da carenze di personale tra infermieri e operatori sociosanitari e da reparti potenziati senza adeguare gli organici. Ora la palla passa alle verifiche e al nuovo bando: perché un concorso, per essere davvero tale, deve avere i vincitori alla fine. Non scritti su un file prima ancora di cominciare.