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Trapani – Pesca illegale: lavoro in nero e merce rigettata in mare

Un’operazione delle Fiamme Gialle a tutela del patrimonio ittico è stata condotta lungo le coste occidentali dell’isola siciliana. Diverse le irregolarità rilevate dai militari.

Trapani – I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Trapani, nell’ambito dell’attività di controllo economico del litorale, lo scorso weekend hanno sottoposto a controllo 7 imbarcazioni da pesca, identificando 30 soggetti e contestando violazioni attinenti la disciplina dei rapporti di lavoro, la normativa sanitaria e quella sulla pesca.

L’attività dei finanzieri di mare ha consentito di individuare due lavoratori completamente in nero, non iscritti sul ruolo d’equipaggio e per i quali non erano state effettuate le previste comunicazioni dei rapporti di lavoro, le cui posizioni dovranno essere regolarizzate dal datore di lavoro per evitare la prevista maxisanzione, di importo superiore ai 10mila euro. È stato inoltre sorpreso in flagranza e sanzionato un diportista intento alla pesca illegale di “ricci di mare”; in questo caso, l’intervento tempestivo dei militari ha consentito di sottoporre a sequestro circa 400 esemplari illecitamente raccolti che, ancora vivi, sono stati rigettati in acqua per consentire la ripopolazione delle preziose colonie marine minate da pescatori abusivi e senza scrupoli.

I controlli in materia di pesca, di commercio ittico, di norme sanitarie e, soprattutto, in materia di sommerso da lavoro eseguiti dalla Guardia di Finanza lungo il litorale costiero trapanese sono riconducibili alla più ampia azione di polizia economico-finanziaria in mare, a testimonianza del costante impegno del Corpo nella decisa azione di prevenzione e di contrasto agli illeciti perpetrati via mare finalizzata alla salvaguardia dell’ecosistema marino, della salute pubblica e dell’economia regolare.

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