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Scontro sulla giustizia: Conte aizza i pm “Rivedo la P2”, la Lega replica “Parole gravi”

L’ex premier M5S al congresso Anm evoca Tangentopoli contro la separazione delle carriere. Il Carroccio “confronto in tv con Salvini”.

Palermo – Sullo sfondo il Congresso dell’Associazione nazionale magistrati che dal capoluogo siciliano firma il suo atto di guerra al governo contro la separazione delle carriere: una mozione approvata per acclamazione che appare come un segnale chiaro e netto al ministro della Giustizia Carlo Nordio. I magistrati non la vogliono per nessun motivo. Il caso dello scontro toghe politica arriva a toccare toni molto accesi, tanto che l’ex premier Giuseppe Conte da Palermo evoca la P2. Il governo, attacca, non solo “delegittima l’azione delle toghe”, ma con la sua riforma della giustizia mette in atto una “svolta autoritaria che presenta assonanze con il progetto di rinascita democratica della P2”. 

Parole “molto gravi” per la Lega, che invita il leader M5s al confronto tv con il segretario Matteo Salvini. A poche settimane dalle elezioni europee, la giustizia resta terreno di scontro politico totale ed entra di peso nella campagna elettorale. Conte arriva a Palermo per dire che sulla separazione delle carriere “il modello italiano non va rivisto”. Ma anche per insistere sulla battaglia per la legalità: di fronte alle “premesse per una nuova Tangentopoli”, invita i partiti “a fare pulizia al proprio interno”. “Non lasciamo che siano soltanto le inchieste giudiziarie a dettare le regole”, ammonisce. Il leader non nomina mai Genova. Ma il caso Toti, da una parte all’altra dello Stivale, continua a generare reazioni.

Matteo Salvini

La segretaria dem Elly Schlein rivendica: “noi siamo i primi a prendere le distanze dalla corruzione”. E pungola il centrodestra: “dall’altra parte, quando arriva un arresto di un presidente di Regione si mettono i ministri a fare l’avvocato d’ufficio”. Dalla maggioranza, Guido Crosetto esprime “ribrezzo” verso “le persone che speculano su vicende di questo tipo”. E chiama in causa, senza nominarlo, anche un ministro di Forza Italia “che, di fatto, scarica Toti”. Per il leader degli azzurri Antonio Tajani, però, le dimissioni del presidente della Regione restano “una scelta” del diretto interessato. “Ma credo che adesso sia prematuro”, chiarisce.

Forza Italia, nel giorno in cui l’ipotesi di una riforma della giustizia viene respinta con decisione dall’Anm, sceglie di continuare a insistere sul suo cavallo di battaglia. “Andiamo avanti sul progetto – spiega in diretta tv – perché abbiamo preso un impegno con gli elettori”. Ma nonostante il pressing di Tajani, è difficile – si ragiona in ambienti parlamentari – che FI possa piantare la bandierina della riforma prima delle europee. Tra gli alleati di governo, la Lega fa comunque sponda. Il capogruppo alla Camera, Maurizio Molinari, sottolinea l’esigenza di riformare la giustizia, anche con “un ruolo diverso” del pm, “che in altri Paesi risponde alle direttive del ministro della Giustizia”.

Giuseppe Santalucia

Avs con Angelo Bonelli, sulla giustizia attacca la “svolta autoritaria” del governo. Così come fa il M5s, sulla scia di Giuseppe Conte, che parla di “pactum sceleris” per scagliarsi contro “l’avventurismo irresponsabile” del governo sulle riforme: dall’Autonomia al Premierato. Mentre il presidente dem Stefano Bonaccini, proprio in risposta alle “riforme della destra”, torna a chiamare la piazza del 2 giugno in difesa della Costituzione.

Per il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia “non si tratta” su una riforma “cattiva”. Le toghe oppongono un corale “no” alla separazione delle carriere e alla revisione del Csm: “la Costituzione non si tocca”. E lanciano una campagna di “mobilitazione culturale e comunicativa”. “Non siamo una casta”, precisa il rappresentante dei magistrati. Quasi a voler rispondere per le rime alle recenti dichiarazioni di Matteo Salvini, che proprio con la parola “casta” aveva definito la magistratura. 

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