ROMA – ARRESTATI SEI FUNZIONARI CORROTTI DEL COMUNE DI ROMA. SEQUESTRATI CONTI CORRENTI.

Corruzione e appalti truccati dilagano a macchia d'olio in tutto il Paese. Le possibilità di arraffare denaro in danno del contribuente sta diventando una pericolosa prassi consolidata.

Roma – L’operazione condotta dai carabinieri della compagnia Roma Eur, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Nadia Plastina ha colpito al cuore il Comune di Roma: sei funzionari sono stati arrestati e posti ai domiciliari. Secondo l’accusa gli inquisiti erano soliti chiedere soldi per agevolare le pratiche di condono per sanare abusi edilizi. I carabinieri inoltre hanno notificato il decreto di sequestro dei conti correnti di alcuni degli indagati per un valore di 455.000 euro.

Carabinieri in azione a Roma.

Quello che è emerso dalle indagini si tratta un complesso ma collaudato sistema fatto di impiegati pubblici che richiedevano indebiti compensi in denaro ai privati che avevano in pendenza l’istruttoria di istanze di condono di immobili, promettendo loro di aggirare così la trafila burocratica. Gli indagati ora dovranno rispondere di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, truffa e falsa attestazione e certificazione. Le indagini sono scattate nel 2016 quando un funzionario della società “Risorse per Roma Spa”, in servizio all’ufficio Condono Edilizio, ha denunciato ai carabinieri di aver ricevuto uno scritto anonimo contenente esplicite minacce nei suoi riguardi.

Secondo le ricostruzioni dell’uomo tali minacce erano ricollegabili esclusivamente alle sue attività lavorative, in particolare al fatto di aver riscontrato anomalie amministrative su diverse pratiche afferenti ai condoni di unità immobiliari.

“…Una corruzione sistematica. I fatti contestati – scrive in proposito il giudice Claudio Carini – sono allarmanti per la consolidata abitualità che esprime la pervasività che li caratterizza. Sono sintomatici della spiccata propensione e disinvoltura, della callidità e navigata esperienza di tutti i protagonisti nell’aggirare e aggiustare pratiche e procedure pubbliche. Una azione sotterranea di inquinamento della gestione che si vorrebbe efficiente ed imparziale di interessi generale da parte degli enti a ciò preposti. Le modalità delle condotte sono rivelatrici di un concreto, intenso ed attuale pericolo di recidiva specifica che rende necessaria la misura degli arresti domiciliari…”

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