Il decreto interministeriale conferma gli ultimi 576 milioni necessari per l’opera. I sindaci Sala e Pilotto puntano al bando entro il 30 giugno per aprire i cantieri.
Milano – Il prolungamento della linea metropolitana M5 fino a Monza entra (finalmente) nella sua fase operativa. Con lo stanziamento di 576 milioni di euro, inserito nel testo del decreto interministeriale all’esame del Consiglio dei ministri, il quadro economico per la realizzazione dell’opera è ora completo. Si chiude così una lunga fase di incertezza finanziaria, aprendo una sfida contro il cronometro per bandire la gara d’appalto entro l’estate.
Il puzzle dei finanziamenti
Il progetto, dal valore complessivo di quasi due miliardi di euro, aveva subito una brusca frenata a causa dell’impennata dei costi dei materiali, che aveva generato un deficit di 589 milioni. Per colmare il divario, gli enti locali e il governo hanno messo in campo una complessa manovra di riallocazione delle risorse.
- Spostamento fondi: il Comune di Milano ha trasferito sulla M5 oltre 406 milioni inizialmente destinati alla M4 verso Segrate e 70,1 milioni previsti per il deposito M1 del Gallaratese.
- Contributi istituzionali: la Regione Lombardia ha stanziato 10 milioni di euro, mentre il Ministero delle Infrastrutture (MIT) ha garantito gli ultimi 100 milioni necessari.
Il tracciato e i tempi
L’opera si configura come una delle infrastrutture più attese per il collegamento tra il capoluogo lombardo e la Brianza.
- Il percorso: 13 chilometri di binari e 11 nuove fermate che estenderanno la “Lilla” dall’attuale capolinea di Bignami fino al cuore di Monza.
- La scadenza: l’obiettivo dei sindaci Giuseppe Sala e Paolo Pilotto è pubblicare il bando di gara entro il 30 giugno 2026. Un passaggio fondamentale che i primi cittadini definiscono come “il punto di non ritorno”.
- L’orizzonte: se il cronoprogramma verrà rispettato, i primi sei mesi post-contratto serviranno all’allestimento dei cantieri. La conclusione definitiva dei lavori e l’entrata in esercizio della linea sono previste per il 2033.
Il nodo burocratico
Nonostante la copertura economica, resta lo scoglio dei passaggi formali. Il provvedimento deve passare al vaglio della Conferenza unificata Stato-Regioni. I sindaci auspicano un via libera nella seduta del 21 maggio: un eventuale slittamento rischierebbe di far saltare la finestra temporale necessaria per ottenere l’autorizzazione dagli organi di controllo centrali e procedere con il bando nei tempi previsti.