Quel fatidico si quanto mi costa?

Una botta al portafogli se pensiamo agli abiti degli sposi, pranzo, foto e riprese video, fiori, bomboniere, confetti, spettacolo musicale e viaggio di nozze.

I matrimoni, secondo gli ultimi dati ISTAT, sono in calo, ma crescono le convivenze. Tuttavia coloro che decidono di sposarsi desiderano fare le cose in grande, contraendo anche debiti pur di convolare a nozze. Intorno alle cerimonie nuziali si è prodotto un mercato molto florido, che si aggira intorno a centinaia di milioni di euro.

L’ISTAT, l’istituto nazionale di statistica, ha, dunque, sentenziato il calo dei matrimoni quasi al 6%. Come si fa a mettere su famiglia con la precarietà del lavoro, salari da fame e gli alti costi degli affitti? Nemmeno Mandrake ci riuscirebbe. A questi fattori economici si è aggiunta la denatalità ad inasprire il problema. Inoltre chi decide di sposarsi si trova di fronte ad un conto che più salato non si può.

Secondo Facile.it, un sito di comparazione dei prezzi su assicurazioni, utenze domestiche, mutui e prestiti, il costo medio si aggira sui 13.721 euro. Ma si tratta di una cifra ballerina che può schizzare in alto per il numero degli ospiti, il luogo fisico scelto per la cerimonia, il pranzo o la cena e da come gli sposi desiderano l’evento. Non c’è da stupirsi più di tanto che il 21% rinuncia alle nozze per i costi eccessivi, a conferma che non è un rifiuto verso l’istituzione matrimonio ma una scelta determinata dal portafoglio vuoto.

Poi ci sono quelli che, pur in condizioni economiche precarie, sono disposti a tutto per celebrare il matrimonio e ricorrono ai prestiti rivolgendosi a banche o istituti creditizi. L’anno scorso sono stati destinati ben 400 milioni di euro per finanziare matrimoni e cerimonie. In dettaglio la cifra chiesta in media per un evento che la satira popolare definisce “tomba dell’amore” e il grande Oscar Wilde “Una tragedia in cui l’atto principale è chiuso”, si aggira sugli 8.800 euro per 5 anni, con una rata mensile di circa 175 euro.

Se da un lato optare per la rateizzazione può essere una scelta oculata per evitare di prosciugare il proprio bilancio, dall’altro si innesca un meccanismo perverso che testimonia come il sistema sia vulnerabile, costringendo le persone a bussare a quattrini per un avvenimento che peserà sulle loro tasche per anni. Come in tutti i fenomeni sociali, anche per il matrimonio esiste una diversità Nord-Sud del Paese.

Quanto costa dirsi di si? Una botta che non tutti si possono permettere

Il Mezzogiorno d’Italia è più propenso a chiedere soccorso alle banche per realizzare il desiderio del matrimonio. Può essere spiegato con una forte tradizione tramandata nei secoli, per cui le nozze assumono una valenza importante nella cultura di quelle aree. Può essere vero, visto che si ricorre ai prestiti pur di raggiungere l’obiettivo. Però potrebbe anche essere la conferma di un disagio economico maggiore.

Visto che per rispettare la tradizione si è costretti ai prestiti. Infine per un aspetto più folcloristico e goliardico. E’ consuetudine nell’area italiana del bacino mediterraneo festeggiare i matrimoni con pranzi luculliani che si sa quando iniziano ma non quando finiscono, in cui partecipano le rispettive famiglie degli sposi, il parentado allargato e amici per cui il numero dei commensali raggiunge cifre iperboliche.

Come sanno tutti coloro che sono passati sotto le forche caudine delle spese matrimoniali, i costi riguardano il locale dell’intrattenimento, il pranzo, gli abiti degli sposi, foto e riprese video, l’organizzazione dell’evento, addobbo floreale, bomboniere e confetti, spettacolo musicale, viaggio di nozze (immancabile).

Mancano solo “ricchi premi e cotillons” e poi il quadro può essere considerato perfetto. E’ incomprensibile, comunque, il motivo per cui ci si sposi ricorrendo, finanche, ai debiti per un avvenimento che “è un tentativo di risolvere insieme problemi che non avreste nemmeno avuto se foste rimasti single”, come scrisse il celebre attore comico statunitense Eddie Cantor. Misteri della vita.