Prima di urlare sarebbe meglio informarsi

La fattura giunta ai cittadini italiani per il soccorso prestato dopo l’incendio ha suscitato lo sdegno del presidente del Consiglio. Ma era proprio il caso?

Crans-Montana: presentato un conto salato. E’ nella memoria dell’opinione pubblica il devastante incendio che ha investito il locale “Le Constellation”, a Crans-Montana, la notte tra il 31 dicembre scorso e l’inizio del nuovo anno. Molti giovani, alcuni minorenni, stavano festeggiando il capodanno. La causa scatenante pare sia stata l’uso improprio di candele pirotecniche nel locale seminterrato che hanno dato fuoco al rivestimento fonoassorbente del soffitto.

Il fuoco si è esteso rapidamente provocando la morte, tra atroci sofferenze, di 41 persone e 115 feriti. Le indagini hanno scoperto una forte carenza di misure di sicurezza e prevenzione e uno scarso o nullo controllo degli organi preposti. Il numero degli indagati è salito a 13, 11 tra politici o funzionari comunali, che si aggiungono ai 2 proprietari del locale. Le accuse nei loro confronti sono di incendio, lesioni e omicidio colposo.

La Svizzera è stata presentata come uno dei Paesi al mondo con un’alta qualità della vita, stabilità politica ed economica. Ma sotto la crosta si è sempre celato il famigerato “segreto bancario”, un obbligo di riservatezza che ha vincolato le banche a non divulgare nemmeno alle autorità fiscali notizie relative ai conti dei clienti. Una condizione che ha permesso riciclaggio di denarosporco”, depositi di risorse finanziarie dovute a corruzione e tangenti.

Dietro l’apparenza di efficienza si è celato un sistema di lestofanti senza scrupoli.  Ora pare che la pacchia sia finita. Nel senso che è stato stipulato un accordo tra l’Unione Europea (UE) e le autorità elvetiche secondo cui ci si potrà scambiare, a partire dal 2028, automaticamente le informazioni sui conti bancari dei rispettivi residenti. Staremo a vedere!

Negli ultimi giorni è esplosa la polemica su notizie provenienti dal Canton Vallese, Svizzera, secondo cui un ospedale ha spedito a 3 famiglie italiane la fattura per il soccorso prestato ad alcuni feriti dell’immane tragedia di Cras-Montana. Il presidente del consiglio Giorgia Meloni si è detta, con tono retorico e nazionalistico, sgomenta di fronte ad un atto così oltraggioso. In realtà prima di esprimere qualsivoglia considerazione bisogna avere cognizione di ciò di cui parla.

La fattura è stata inviata ai pazienti per conoscenza ma è l’assicurazione che paga

La Svizzera ha un sistema sanitario ibrido pubblico-privato, per cui ogni cittadino deve avere un’assicurazione sanitaria di base e le fatture vengono inviate all’assicurazione e in copia, a titolo informativo, al degente. Comunque è l’assicurazione obbligataria di malattia LAMal che dovrebbe farsene carico, in accordo con l’ente italiano di collegamento internazionale, anche se sulle modalità si brancola ancora nel buio.

Quindi, prima di dar fiato alle trombe, bisognerebbe conoscere i fatti e la realtà giuridica dei Paesi diversi dall’Italia, per evitare di emettere suoni stonati. Tempo fa alcune trasmissioni televisive di Rai3, Report e Presa Diretta, hanno trattato la parità tra servizio pubblico e privato della sanità lombarda e la gestione delle liste di attesa.

In alcune strutture private accreditate, se la prestazione non è disponibile tramite Servizio Sanitario Nazionale (SSN) lo diventa, con un colpo di bacchetta magica, pagando. Spostandosi di fatto dal regime pubblico a quello privato/intramoenia all’interno dello stesso ospedale.

Geniale. In questo caso non si sono sentite grida esacerbate da parte del governo in carica, forse per mancanza di voce. E poi si scandalizzano per Crans-Montana. Ipocrisia allo stato puro.