La vittima, mamma di un bambino di 3 anni, era stata imbottita di barbiturici prima di essere spinta oltre la recinzione, dove un camion la travolse.
Padova – La Corte d’Assise di Padova ha inflitto la pena massima all’uomo accusato di aver ucciso l’ex compagna, Giada Zanola, 33 anni, precipitata dal cavalcavia dell’A4 a Vigonza nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2024. Per gli inquirenti la donna era stata sedata o comunque resa incapace di reagire prima di essere spinta oltre la barriera, finendo sulla carreggiata dove un camion l’ha investita.
Il Pm Paola Mossa aveva chiesto l’ergastolo senza isolamento diurno, richiesta accolta dal collegio.
Il difensore di Favero, l’avvocato Cesare Vanzetti, ha ribadito che l’imputato “continua a dichiararsi innocente” e ha annunciato ricorso dopo il deposito delle motivazioni. La difesa attende ora il deposito delle motivazioni per presentare appello. La Corte ha escluso la premeditazione, ma ha riconosciuto come aggravante prevalente il rapporto affettivo.
Giada Zanola viveva con Favero e il figlio di tre anni. Il matrimonio era stato annullato e la relazione, secondo gli investigatori, era segnata da violenze pregresse. L’esame medico-legale confermò che la donna era ancora viva quando venne gettata dal cavalcavia.