POZZOL GROPPO – SESSO E SOLDI PER IL FALSO PATRIARCA DELLE FAMIGLIE DIVINE

L'uomo non era nuovo a queste iniziative truffaldine ma stavolta aveva messo su un vero e proprio "piano diabolico" fingendosi santone e fondatore di "famiglie divine" con le quali spillava soldi a diverse donne sfruttando la loro devozione religiosa.

Pozzol Groppo Ex assicuratore (e responsabile amministrativo in materia fiscale come scriveva sul suo profilo LinkedIn) si fingeva santone per rubare alle sue vittime milioni di euro. A ben cinque donne, con le quali avrebbe avuto anche rapporti sessualidivini”, l’uomo avrebbe fatto credere di essere il capostipite di una “Sacra Famiglia”.

Gli incontri si sarebbero svolti nell’ambito di un gruppo di preghiera che si riunisce nel santuario di Quercioli, a Massa, dove l’uomo si era inserito con opportune credenziali.

Il falso santone Matteo Giovanelli

Il presunto truffatore è stato poi arrestato e condotto ai domiciliari nella sua residenza di Pozzol Groppo, in provincia di Alessandria, ma nei giorni scorsi è stato trasferito nel carcere del capoluogo perché, nonostante il divieto di parlare con amici e conoscenti, avrebbe contattato per telefono alcuni delle vittime per farle ritrattare.

Matteo Giovanelli, 42 anni, ex sub-agente assicurativo radiato dalla professione per i suoi precedenti poco adamantini, accusato di truffa e circonvenzione d’incapace, si trovava nel mirino degli investigatori di Massa-Carrara sin dal 2017 a seguito di una denuncia di un imprenditore versiliese che riteneva la moglie circuita da un individuo che le avrebbe spillato quasi un milione di euro approfittandosi della sua devozione religiosa.

Il santuario di Quercioli a Massa

Oltre all’esborso di denaro il marito in questione avrebbe scoperto anche alcune foto della donna e del santone in intimità. La Squadra Mobile apuana, diretta da Antonio Dulvi Corcione, avviava le indagini e dopo alcuni mesi di accertamenti, pedinamenti e intercettazioni riscontrava che Giovanelli, dopo essersi accreditato presso un noto gruppo religioso con falsi attestati di merito e millantando conoscenze importanti negli ambienti delle forze di polizia e della magistratura, avrebbe messo in atto una truffa milionaria, già ben collaudata (sempre nel 2017 l’uomo sarebbe stato denunciato dai carabinieri di Volpedo per truffa in danno di anziani e donne a cui avrebbe venduto false polizze assicurative), a discapito di alcuni fedeli del sodalizio di preghiera.

Il falso santone ingannava le sue vittime facendo credere di avere poteri divini e di collaborare con finti preti esorcisti ma anche con il noto Padre Amorth, esorcista morto a Roma nel 2016, che non aveva mai incontrato. Giovanelli diceva di essere il capostipite di un nuovo ordine religioso composto da “Sacre famiglie”.

Padre Gabriele Amorth, esorcista

Una volta scelte le vittime, quasi tutte donne con le quali avrebbe avuto ripetuti rapporti sessuali con la solita manfrina dell’atto purificatorio, l’ex assicuratore faceva credere di possedere “facoltà divine” dunque chiedeva alle vittime di diventare la loro guida spirituale.

Il progetto, più che truffaldino, consisteva nel convincere le donne, sia nubili che sposate ma tutte inserite nel gruppo di preghiera di Massa, di creare nuove “Sacre Famiglie” di cui l’uomo sarebbe stato il patriarca. Il secondo passo, sempre finalizzato ad estorcere denaro, era quello di far credere alle donne, una volta plagiate, di collaborare con preti esorcisti contro il male incombente.

Ad arte Giovanelli aveva creato falsi account in rete a cui aveva dato il nome di Don Paolo, Don Carlos da Cracovia, Don Josè dal Portogallo, soprannominati “I Don”, che erano diventati un vero e proprio punto di riferimento per le malcapitate, cui si rivolgevano per “confessare” ogni turbamento interiore e psicologico, decisione od aspetto della loro vita.

Il capo della Mobile apuana Antonio Dulvi Corcione

In questo modo l’indagato, in maniera subdola, carpiva ogni loro pensiero, qualsiasi tipo di necessità e ne influenzava, determinandola, ogni scelta a suo esclusivo vantaggio: ovvero congrui versamenti sulle sue carte Poste Pay. Quando le vittime avevano dubbi sui suoi comportamenti e li manifestavano nelle lettere a “I Don”, queste venivano rassicurate e confortate così l’indagato poteva continuare a tenerle sotto controllo.

Centinaia sarebbero state le mail sequestrate dagli uomini della Mobile, coordinati dalla Pm Alessandra Conforti, che proverebbero la manipolazione del falso santone nei riguardi delle sue vittime. Quando qualche familiare provava a far tornare in sé le poverette, queste ultime correvano dal santone e gli raccontavano le liti familiari ed i diverbi con mariti e fidanzati.

La Pm Alessandra Conforti

Giovanelli, da attore consumato, riferiva alle donne di trascorrere notti insonni per combattere i demoni rappresentati, guarda caso, dai familiari delle vittime che avrebbero provato a distruggere il suo progetto divino: ”…Purtroppo la donna, per questioni culturali o circostanze di fatto, risulta più esposta – dice la Pm Confortidevo ammettere, anche se fa male, che le fasce deboli sono popolate soprattutto da donne…”.

 

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