Auguri di morte per Angelo De Simone, colpito da un sampietrino negli scontri di piazza Duomo. La solidarietà di La Russa e Fontana: “Parole ripugnanti”.
Milano – Aveva continuato a lavorare con il sangue che gli rigava il volto, e il giorno dopo era tornato in piazza come se nulla fosse. Quella foto aveva fatto il giro d’Italia, rilanciata sui social persino dalla premier Giorgia Meloni. Oggi, a poco più di due settimane di distanza, Angelo De Simone, dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia, si è visto recapitare in ufficio una ricompensa ben diversa: una lettera piena di insulti e di auguri di morte, rivolti a lui e ai suoi uomini.
Il dirigente era stato colpito alla testa da un sampietrino durante gli scontri del 17 ottobre in piazza Duomo. Ferito, era rimasto in servizio a coordinare gli interventi delle forze dell’ordine, diventando suo malgrado il volto simbolo di quella giornata di tensione. Nei giorni scorsi era stato anche premiato dalla Regione Lombardia.
La missiva è arrivata come una lettera qualunque: scritta al computer, firmata a penna, infilata in una busta compilata a mano e regolarmente affrancata. Dentro, però, c’è un concentrato di veleno. Gli agenti vengono definiti “persone mentalmente bacate”, accusati di “aver venduto l’anima alla più bieca forma di repressione del potere di turno”.
Poi il passaggio più agghiacciante, che riporta dritto a quel pomeriggio in piazza:
“Un vero peccato che non le abbiano spaccato la testa a metà, che non l’abbiano ridotta in stato comatoso, possibilmente profondo, con lesioni permanenti“.
E come se non bastasse, il congedo finale è una vera e propria maledizione: “Con tutto il risentimento, il rancore e l’odio possibile auguro a Lei e ai suoi uomini di crepare tra i peggiori tormenti“.
Parole che hanno scatenato un’ondata di indignazione. Il primo a intervenire è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa: “Ho appreso con profonda indignazione della vergognosa lettera indirizzata ad Angelo De Simone. Nel rivolgergli la mia affettuosa vicinanza, rinnovo il mio ringraziamento alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che, anche a rischio della propria incolumità, garantiscono tutti i giorni la sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità”.
Poco dopo è arrivata anche la voce del governatore lombardo Attilio Fontana, che ha espresso “piena solidarietà” al dirigente per una lettera “contenente parole ripugnanti, che indignano profondamente e stigmatizzo con forza”.



