NON SOLO SHOAH

ONORE SEMPRE A TUTTE LE VITTIME DELLE DITTATURE

Il Parlamento Europeo ha approvato, in data 19 Settembre 2019, una risoluzione che equipara nazismo e comunismo, individuando nel Patto Molotov/Ribbentrop la vera causa del secondo conflitto mondiale ed ha espresso una forte preoccupazione per i tentativi oggi presenti in Russia di occultare i crimini dello stalinismo e, più in generale, del regime sovietico.

Il documento sostiene che “sebbene i crimini del nazismo siano stati giudicati e puniti attraverso i processi di Norimberga, vi è ancora un’urgente necessità di sensibilizzare, effettuare valutazioni morali e condurre indagini giudiziarie in relazione ai crimini dello stalinismo e di altre dittature…”

I deputati di Strasburgo hanno invitato poi gli Stati membri a celebrare, il 23 agosto di ogni anno (anniversario del patto Molotov/Ribbentrop), la giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari, a livello sia nazionale che comunitario.


Questa presa di posizione ha generato forti polemiche soprattutto a sinistra, dove i cd. “gendarmi della memoria” non ammettono il paragone tra comunismo e nazismo, evidenziando che il primo ha contribuito a sconfiggere Hitler durante la seconda guerra mondiale ed a riportare la democrazia e la libertà in Europa.

Abbiamo quindi deciso di chiedere un parere sull’argomento all’Ing. Alberto Pandolfo, giovane segretario provinciale del Partito Democratico a Genova ed al Prof. Aldo Mola, storico liberale e monarchico, primo biografo in Italia di Giovanni Giolitti e della famiglia Savoia.

Alberto Pandolfo: “Conosco la risoluzione del Parlamento Europeo ed ammetto di essere molto perplesso poiché ritengo che la storia debba essere studiata e commentata dagli storici e che un organismo politico come il Parlamento di Strasburgo non debba “avventurarsi” in materie che esulano dai  suoi compiti. Non mi voglio esprimere sul punto per evitare di cadere nello stesso errore ma ritengo che il nazismo sia stato molto peggiore del comunismo e che i due regimi non siano equiparabili poiché nascono da ideologie ed esperienze completamente diverse sebbene entrambi abbiano avuto conseguenze nefaste e terribili per la popolazione . La politica non deve riscrivere la storia ma occuparsi del benessere collettivo”.

Aldo Mola : “Ritengo che la risoluzione del Parlamento europeo sia tardiva perchè nazismo e comunismo sono stati due regimi che hanno avuto conseguenze tremende per i popoli che hanno governato. Contemporaneamente penso però che i due regimi siano anche molto diversi, soprattutto per le ideologie da cui hanno avuto origine. Il nazismo si basa sul “razzismo germanico”, che individua il popolo eletto in quello tedesco/ariano e si è affermato esclusivamente in Germania. Il comunismo si ispira  invece all’ideologia marxista, che è stata poi adattata da Lenin e successivamente da Stalin per essere applicata in Russia, ovvero in un paese che costituiva ad inizio novecento l’anello debole del sistema capitalistico. Inoltre il Comunismo si è affermato anche al di fuori della Russia, nei paesi dell’ Europa orientale, dopo la seconda guerra mondiale, ma anche in nazioni asiatiche come la Cina, la Corea del Nord, il Vietnam del Nord e nell’ isola di Cuba in America. Ritengo comunque che la storia debba essere studiata dagli storici, mentre i politici debbano occuparsi di costruire strade ed infrastrutture sicure per i cittadini”.

Pandolfo e Mola, sebbene abbiano un’estrazione politica diversa, concordano nel ritenere che la storia deve essere lasciata agli storici, anche se evidenziano, con le dovute differenze, che le conseguenze di nazismo e comunismo sono state ugualmente tragiche e dannose per la popolazione.

La risoluzione del Parlamento Europeo solleva comunque un problema reale: i crimini del nazismo sono stati giudicati e condannati durante i processi di Norimberga, mentre i crimini del comunismo sono stati sempre giustificati o “perdonati” in nome della “realpolitik” o distinguendo sempre tra un comunismo buono ed un comunismo cattivo, originato dallo stalinismo e dalle sue degenerazioni.


Questa sorta di doppiopesismo ha influenzato l’opinione pubblica durante gli ultimi settant’anni, impedendo una vera riappacificazione ed un concreto superamento della guerra fredda.

Senza sminuire in alcun modo i crimini del nazismo ed il genocidio del popolo ebraico, dobbiamo conoscere e studiare anche la carestia/genocidio in Ucraina (cd. “Holodomor”), provocata artificialmente da Stalin, il massacro e la deportazione dei Kulaki, la tragedia dei Gulag; dobbiamo leggere Solzenicyn come leggiamo il diario di Anna Frank ed accostarci alla storia senza pregiudizi.

Ricordare l’ Olocausto ebraico ogni 27 Gennaio è necessario ma non  sufficiente, ricordare invece le vittime di tutti i regimi totalitari indipendentemente dal loro colore politico non è solo giusto ma è indispensabile per prevenire ed evitare che i crimini del passato si ripetano e che nuove forme di totalitarismo e di limitazione della nostra libertà possano affermarsi in futuro.

L’iniziativa del Parlamento Europeo deve quindi essere valutata positivamente, poichè esprime una preoccupazione reale ed oggettiva davanti a nuovi rigurgiti nazionalisti e xenofobi che rischiano di portare indietro le lancette della storia.

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