Morto l’attore Antonello Fassari: teatro cinema e il grande successo Tv con i “Cesaroni”

Aveva 72 anni. Sul grande schermo ha recitato ne “Il Muro di gomma”, “Pasolini, un delitto italiano”, “Romanzo Criminale” e “Suburra”.

Roma – Il mondo dello spettacolo italiano è in lutto: Antonello Fassari, attore versatile e amatissimo, è morto oggi all’età di 72 anni. Nato a Roma nel 1952, Fassari ha lasciato un’impronta indelebile in oltre cinquant’anni di carriera, spaziando dal teatro alla televisione, dal cinema alla regia, con una verve comica e una profondità drammatica che lo hanno reso un’icona. Celebre per il ruolo di Cesare Cesaroni nella fiction “I Cesaroni” e per le sue interpretazioni in film come “Romanzo Criminale” e “Suburra”, l’attore si è spento dopo una vita dedicata alla recitazione.

Figlio di Osvaldo Fassari, avvocato penalista, e Adriana Gambardella, Antonello nasce a Roma il 4 ottobre 1952. Dopo il diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” nel 1975, il teatro diventa il suo primo amore. Collabora con maestri come Luca Ronconi, affinando un talento che presto lo porta sotto i riflettori della televisione. È con “Avanzi”, il programma cult di Serena Dandini, che conquista il grande pubblico nei panni del compagno Antonio, con eschimo e borsa di Tolfa, un personaggio intriso di quella romanità ironica e genuina che lo contraddistinguerà sempre.

Il salto definitivo arriva con “I Cesaroni”, la fiction Mediaset che dal 2006 al 2014 lo vede interpretare Cesare Cesaroni, l’oste burbero ma dal cuore d’oro, al fianco di Claudio Amendola. “Un ruolo che mi ha cambiato la vita,” aveva dichiarato Fassari in un’intervista. La sua capacità di mescolare ruvidezza e dolcezza ha fatto breccia nei cuori di milioni di italiani.

Parallelamente alla tv, Fassari si afferma come volto di spicco del cinema italiano. Lavora con registi del calibro di Marco Risi in “Il muro di gomma” (1991), Marco Tullio Giordana in “Pasolini, un delitto italiano” (1995), Michele Placido in “Romanzo Criminale” (2005) e Stefano Sollima in “Suburra” (2015). Tra i suoi ruoli più amati, quello nel film cult “Selvaggi” di Carlo Vanzina (1995), dove la sua verve comica brilla accanto a un cast stellare.

Non solo attore: nel 2000 Fassari debutta alla regia con “Il segreto del giaguaro”, una commedia surreale con il rapper Piotta, dimostrando la sua versatilità anche dietro la macchina da presa. Di recente, aveva interpretato il padre di Michela Giraud in “Flaminia” (2024), primo film da regista della comica romana, un ultimo regalo al pubblico prima dell’addio.

Fassari non si è mai fermato ai confini della recitazione. Nel 1984, con un’incursione sorprendente nel mondo della musica, incide “Romadinotte”, un brano rap scritto da lui su una base firmata da Lele Marchitelli, Danilo Rea e Pasquale Minieri. Un esperimento che testimonia la sua curiosità artistica e il legame viscerale con la sua città. Tifoso sfegatato dell’AS Roma, Fassari non ha mai nascosto la sua passione per i colori giallorossi, un amore che condivideva con molti dei suoi personaggi, sempre intrisi di quel sapore romano che li rendeva autentici e vicini al pubblico.

La notizia della sua scomparsa ha scatenato un’ondata di commozione. Claudio Amendola, compagno di set ne “I Cesaroni”, lo ha salutato con un messaggio toccante: “Sarai per sempre mio fratello.” Colleghi e amici, da Serena Dandini a Michela Giraud, hanno ricordato il suo talento, la sua ironia e la sua umanità. “Un grande attore e un uomo vero,” ha scritto Verdiana Bixio, produttrice della nuova stagione de “I Cesaroni”, che sarà dedicata a lui. Antonello Fassari lascia una figlia, Flaminia, nata dal matrimonio con Maria Fano, durato dal 1982 al 2005.

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