La premier annuncia la sospensione del memorandum militare con Tel Aviv e chiede all’Europa di sospendere il Patto di Stabilità. Salvini: “Sforare il deficit? Se c’è un problema va affrontato”.
Verona – Dal palco del Vinitaly, Giorgia Meloni ha scelto di parlare di guerra, diplomazia e tensioni transatlantiche. La notizia più attesa è arrivata quasi di passaggio: il governo italiano ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele, il memorandum entrato in vigore il 13 aprile che regola la cooperazione militare tra i due Paesi, scambio di materiali, ricerca tecnologica, collaborazione tra forze armate, e che fino ad ora si rinnovava automaticamente ogni cinque anni. La comunicazione è stata affidata a una lettera del ministro Guido Crosetto al suo omologo israeliano Israel Katz.
Sul fronte Trump, la premier non ha cambiato tono rispetto ai giorni scorsi. Le dichiarazioni del Presidente americano su Papa Leone XIV restano per lei “inaccettabili”, e ha aggiunto una considerazione più personale: “Non mi sentirei a mio agio in una società in cui i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo.” Un modo per ribadire la distanza senza però mettere in discussione il rapporto strategico con Washington, che Meloni ha definito solido e non legato al singolo governo. “Quando si hanno alleati strategici, bisogna avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo. È quello che faccio ogni giorno.”
Sul fronte europeo, la premier ha pressato Bruxelles su più fronti. Oltre alla sospensione del Patto di Stabilità per far fronte alla crisi mediorientale, “un enorme errore di valutazione muoversi troppo tardi”, ha chiesto lo stop all’Ets e al Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. “Sospendere oggi il Cbam potrebbe fare la differenza”, ha detto, definendo chi pone queste questioni “particolarmente responsabile” in un momento in cui il mondo cambia con rapidità.
Sul gas russo, Meloni ha mostrato cautela riguardo alle aperture del numero uno di Eni Claudio Descalzi, che aveva suggerito di riconsiderare il bando europeo previsto per il 2027. “Capisco il suo punto di vista, è un operatore del settore”, ha detto la premier, ma ha avvertito che la pressione economica sulla Russia rimane “l’arma più efficace che abbiamo per costruire la pace” e che occorre “molta attenzione” su come ci si muove.
A margine dell’evento era presente anche Matteo Salvini, che sulla questione Trump-Papa ha usato toni simili a quelli della presidente del Consiglio: “Attaccare il Papa è fuori luogo, occorre la diplomazia, non le sparate.” Sul possibile sforamento del tetto del 3% del deficit, il vicepremier ha lasciato la porta aperta: “La Francia è al 5%, noi al 3. Va bene essere bravi studenti, ma se c’è un problema va affrontato.”