Sindacati e istituzioni a confronto: tra progetti e incertezze, cresce la pressione per soluzioni concrete e tutela occupazionale.
Roma – Si è svolto l’incontro, in modalità mista presso il MIMIT, tra una delegazione aziendale di CallMat e le segreterie nazionali e territoriali delle OO.SS., unitamente alle RSU. La delegazione in presenza dell’Ugl Tlc era composta dal Segretario Nazionale Luigi Le Pera, dal Segretario Ugl Tlc in Basilicata Pino Giordano e dalla RSU Ugl CallMat Matera, Cosimo D’Adamo.
L’incontro era finalizzato a verificare la reale tenuta degli impegni assunti dalla Regione Basilicata e dal Governo per la salvaguardia dei lavoratori della sede di Matera. Le linee di intervento della Regione sono state confermate, anche se con alcuni cambiamenti operativi rispetto a quanto annunciato lo scorso giugno:
• Progetto IPZS (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato): un investimento di 6 milioni di euro (4 milioni regionali e 2 milioni nazionali) per la dematerializzazione dei fascicoli sanitari. Sebbene il progetto stimi l’impiego di 100-120 FTE per una durata di 12-18 mesi, Ugl Telecomunicazioni esprime perplessità rispetto a eventuali costi passivi lungo il percorso. Sarà necessario monitorare con attenzione affinché le risorse arrivino effettivamente ai salari dei lavoratori e non vengano erose dai costi amministrativi dell’Istituto o dei subappaltatori.
• Bando per il ricollocamento: un avviso pubblico da 6 milioni di euro rivolto alle PMI del territorio per l’assunzione a tempo indeterminato degli esuberi CallMat. Si tratta di un impegno sul tessuto produttivo locale che richiede una verifica rigorosa: non si può rischiare che si tratti di un modo per la politica di abdicare alle proprie responsabilità, lasciando il destino dei lavoratori in mano a una frammentazione di microinterventi.
“È necessario evitare che i lavoratori vengano illusi da progetti temporanei per poi trovarsi senza prospettive allo scadere degli stessi – hanno sostenuto i sindacalisti Ugl Tlc, Le Pera, D’Adamo e Giordano –. È inoltre indispensabile chiarire immediatamente le modalità operative di trasferimento e i criteri di selezione del personale. La crisi di CallMat si inserisce in un mercato Telco ormai saturo e in contrazione. L’automazione e l’Intelligenza Artificiale non sono più variabili teoriche, ma fattori che stanno erodendo quote di attività significative in settori chiave. Questo scenario rischia di indebolire la presenza di TIM, i cui impegni attuali appaiono legati esclusivamente alla scadenza della solidarietà fissata per il 30 giugno 2026. I volumi di traffico telefonico tradizionale si stanno ridimensionando; la migrazione verso canali digitali e processi automatizzati rende obsoleto il modello di call center tradizionale. La riduzione dei volumi interni spingerà TIM a internalizzare flussi di lavoro per proteggere il proprio perimetro, lasciando gli outsourcer come CallMat privi di volumi certi già a partire da luglio. Senza una regia che garantisca l’ingresso di nuove e reali commesse – concludono Le Pera, D’Adamo e Giordano – i progetti regionali rischiano di essere solo palliativi transitori”.
“Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi centrali della vertenza: esuberi, contratto di solidarietà e sviluppo del piano per la Basilicata. La situazione di CallMat presenta caratteristiche peculiari rispetto ad altre crisi del settore, ma con una medesima urgenza: trasformare disponibilità istituzionali e ipotesi industriali in atti concreti e vincolanti. I lavoratori sono tutelati dal contratto di solidarietà, il perimetro occupazionale ha registrato una riduzione nel tempo, passando dai 377 lavoratori inizialmente previsti agli attuali circa 350. È necessario chiudere questa transizione – sottolinea l’Ugl Tlc – passando dal progetto complessivo alla sua concreta attuazione, senza disperdere il patrimonio di competenze costruito sul territorio. Ogni ulteriore rinvio riduce le possibilità di una soluzione ordinata”.
“L’Ugl Tlc ha quindi sollecitato il MIMIT a riconvocare le parti entro date ravvicinate, indicando come termine utile il 26 maggio o, al più tardi, il 4 giugno, per arrivare a un accordo concreto e soddisfacente.
“La vertenza CallMat ha bisogno di un passaggio decisivo – concludono –: trasformare una cornice pubblica già definita in atti esecutivi. Se dal tavolo ministeriale emergeranno solo dichiarazioni di principio, si tornerà in una fase di incertezza; se invece verranno definiti tempi, strumenti e clausole di tutela, si potrà finalmente passare da una gestione emergenziale a una soluzione strutturata e misurabile”.
L’Ugl Basilicata ribadisce infine che i due strumenti individuati – digitalizzazione degli archivi pubblici e incentivi alla ricollocazione – rappresentano leve strategiche fondamentali, strettamente connesse ai processi di innovazione e digitalizzazione, oggi indispensabili per costruire prospettive occupazionali solide e durature.