Eva Rea

L’ATTO CREATIVO (PARTE SECONDA)

COME NASCE UN TESTO RAP: DAL FLUSSO DI COSCIENZA AL BRAINSTORMING, ALLA RICERCA DI SCHEMI METRICI, ASSONANZE, CONSONANZE E RIME

Oggi trattiamo dell’atto creativo entrando direttamente nel cuore della questione. Un atto creativo presuppone ispirazione, ma anche una certa logica.

Scrivo canzoni. A primo impatto tutti mi vedrebbero più vicina alla sfera dell’ispirazione che della logica. Eppure per me l’ispirazione per la stesura del testo è solo ‘il punto di partenza’, consiste nel cercare il concetto portante. Tutto il resto è frutto di meticolosi brainstorming.

Oggi voglio condividere con voi il ragionamento che sta dietro la stesura di tre quartine: si tratta del testo di ‘Anestetizzante’.

 

Uomini gelidi approfittano di debiti,

Orgogliosi di orologi ai polsi fieri di guidare bolidi

Poi messi soli lì, piangenti come salici,

Stupidi distruggono anche quei rapporti solidi

E quante donne sole che fanno le frivole

La leggerezza di chi crede nelle favole

Trovano frottole, volevi fotterle,

Ma se lo fanno loro sono zoc***e

Nata nel corpo di questa ragazza di razza umana

L’unica che celebra la vita

E si spara addosso coi mitra,

Paradosso, si suicida

 

Andiamo con ordine. All’inizio di ogni quartina trovate un soggetto diverso: gli uomini, le donne, la razza umana. Il punto di partenza per scrivere questo testo è stata la decisione di visualizzare tre quartine in blocco e fare un percorso logico sull’umanità, dal micro al macro. Parlare quindi prima degli uomini e delle donne, poi dell’umanità in generale. Da qui sono partita con i singoli brainstorming.

 

Gli uomini:

“Anestetizzante è una canzone profonda, vuole fare riflettere, vuole pungere, seppur delicatamente. Parlerò di uomini gelidi, che ti fanno rimanere male, che ci rimangono male”

Focalizzo gli uomini ‘gelidi’ e inizio a cercare rime ed incastri interni: debiti, fieri di, bolidi, salici, solidi.

“Ok riguardo i ‘debiti’, se ne approfittano. Sono ‘fieri di’ guidare ‘bolidi’, ostentazione fine a sé. I ‘salici’ sono piangenti quindi penso a loro che piangono come salici, metaforicamente. Se aggiungo che sono ‘messi sol lì piangenti come salici’ creo assonanze e consonanze interne. ‘Solidi’, sono i rapporti quelli belli, quelli che gli uomini gelidi distruggono. E sono anche stupidi quando lo fanno, ‘stupidi’ è un’altra rima interna.

 

Uomini gelidi   A             approfittano di debiti            ->(allitterazioni E-I-I)

Orgogli-o-si di     B             orologi ai polsi fieri di    A       guidare bolidi    A

Poi messi so-li  lì  B             piangenti come salici             -> (allitterazioni di S-L-I)

Stupidi                A             distruggono anche quei rapporti solidi             A

 

Ho utilizzato la B per evidenziare un altro gioco di allitterazioni presente nella quartina, O-I-I. Ciò che viene fuori è molto musicale perché molte consonanti e vocali si ripetono. Rendere molto musicale un testo non è mai solo una questione di ‘rima’, avete appena notato come io cerchi vari tipi di incastri di ‘suoni’.

 

Le donne:

“Voglio parlare delle donne di cui non condivido l’atteggiamento. Non mi sono mai piaciute quelle che fanno troppo le ‘frivole’. Bella parola, parto da qui. Fa’ rima con ‘favole’. A volte essere frivole è frutto di ingenuità, ‘la leggerezza di chi crede nelle favole’. Poi qualcuna ci rimane male perché trova ‘frottole’. Spesso le donne che ho conosciuto si sono lamentate di essersi sentite ‘usate’ da uomini, soprattutto se le corteggiavano con il solo scopo di farci sesso, ‘fotterle’. C’è anche da dire, già che ci siamo, che quando sono le donne a fare le predatrici sessuali più che far vanto delle conquiste devono stare attente ad essere etichettate come delle donne dai facili costumi, o meglio ‘zoc***e’”.

Ce l’abbiamo.

 

 

E quante donne sole che      (E-E)               fanno le frivole    A

La leggerezza di chi crede      (E-E)               nelle  favole         A

Trovano frottole                       A                    volevi fotterle      A

Ma se lo fanno loro                                       sono zoc***e       A

 

L’umanità:

Un argomento che ho molto a cuore è il Dolore. La musica la vivo un po’ come una missione, mettiamola così. Ho avuto modo di approfondire il dolore in maniera intima con tante persone, arrivando a trattare serenamente con loro del suicidio; qualcuno ha raccontato esperienze dirette, con qualcun altro abbiamo ragionato sul suicidio stoico, dibattiti sull’eutanasia, e quant’altro.

“Ok concetto semplice, razza fa rima con ragazza. Sono nata nel corpo di una ragazza di razza umana. Ed è l’unica razza sul pianeta – o così sembrerebbe per la scienza – che può riflettere così premeditatamente intorno a quest’atto, l’unica che si ‘suicida’. Ma è anche ‘l’unica che celebra la vita’, è alquanto paradossale. ‘Paradosso’. Spezzo in due la parola para-dosso e penso: la razza umana si ‘spara addosso’. Dato che il gioco è quello di trovare più incastri di parole con suoni simili possibili, specifico che ‘si spara addosso coi mitra’, creo l’assonanza interna con il concetto precedente, ‘si suicida’.

Ce l’abbiamo.

 

Nata nel corpo di questa ragazza    A       di razza     A        umana

L’unica che celebra la vita                   B

E si spara                                                C        addosso   D         coi mitra    B

Para –                                                      C        -dosso      D         si suicida    A

 

 

 

Ecco com’è nata questa strofa. Gli uomini, le donne, la razza umana.

Sono molto legata a questa strofa, l’ho composta nel 2016 in un periodo in cui approfondivo parecchio i testi di Osho.

 

Uomini gelidi approfittano di debiti,

Orgogliosi di orologi ai polsi fieri di guidare bolidi

Poi messi soli lì, piangenti come salici,

Stupidi distruggono anche quei rapporti solidi

E quante donne sole che fanno le frivole

La leggerezza di chi crede nelle favole

Trovano frottole, volevi fotterle,

Ma se lo fanno loro sono zoc***e

Nata nel corpo di questa ragazza di razza umana

L’unica che celebra la vita

E si spara addosso coi mitra,

Paradosso, si suicida

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