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L’abuso d’ufficio divide la sinistra: i sindaci del Pd favorevoli all’abrogazione. La Schlein frena tutti

La cancellazione del reato di abuso d’ufficio spacca la sinistra: numerosi sindaci del Pd sono d’accordo alla norma abrogativa del reato. La segretaria Elly Schlein è contraria alla cancellazione tout court.

Roma – Nel Pd continuano ad emergere diversità sul modo anche di incarnare l’opposizione. Tanti gli appelli e le richieste da parte di molti esponenti dem che si rivolgono ad Elly Schlein per cambiare rotta e non farsi pilotare dalla pura demagogia.

Il refrain è uguale: “non impegnarsi in un’opposizione preconcetta alla cancellazione dell’abuso d’ufficio, in quanto è giusto consentire agli amministratori locali ed ai funzionari di lavorare, è quanto chiediamo da tempo – affermano parlamentari ed esponenti dei circoli territoriali. Su questo punto è opportuno mettere da parte le bandierine”. Questo l’appello che è stato recapitato alla segretaria. Se insisterà muro-contro-muro, una parte del Pd non la seguirà.

Non sono solo i sindaci, che vivono il problema sulla loro pelle, ma anche esponenti di lunga data e fuori dalle correnti interne del partito che scendono in campo contro quello che considerano un errore. Per mesi, in effetti, il partito democratico ha taciuto sul reato di abuso d’ufficio, come di fronte a ogni tema che, invece, meriterebbe anziché demagogia una linea concreta e chiara dell’opposizione, che non sia solo strumentale alla bagarre. Eppure, è una di quelle riforme che riguarda, indirettamente, tutti i cittadini del paese, nonché gli oltre 50 mila amministratori locali tra sindaci, assessori e consiglieri comunali e regionali.

Le condanne per abuso di ufficio vengono irrogate in meno del 3% dei casi

Infatti, erano stati proprio loro, i sindaci, soprattutto quelli del Pd, a chiedere di abolirlo. “Sono venuti da me in processione tutti i sindaci del Pd per chiedere di cancellarlo…” – ha detto Nordio – mentre il Nazareno continuava a tacere. Il ministro della Giustizia, ha chiarito che il problema non consiste nelle condanne che, peraltro, vengono irrogate in meno del 3% dei casi, ma nel fatto “che il pericolo del reato di abuso di ufficio crea la paura della firma e della fuga della notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati che dovrebbe restare segreta e che invece può compromettere le carriere per una questione giudiziaria che si risolve dopo dieci anni”.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio

Il nodo è proprio quest’ultimo, in un sistema malato come quello attuale, inutile nasconderlo, vi è tra giustizia e informazione un ingorgo del sistema che va risolto. Nel nostro paese, un abuso d’ufficio, infatti, può segnare la fine professionale, politica e umana di un pubblico ufficiale, anche se poi risulta innocente. Per questo si susseguono gli interventi di molti esponenti di primo piano della sinistra, che suggeriscono al Pd di non scagliarsi contro la riforma, ma di guardare il problema non esclusivamente in chiave ideologica, perché tutti i suoi sindaci sono convinti che si debba riscrivere l’abuso d’ufficio.

È opportuno rilevare, tanto per fare comprendere come questo tema sia avvertito, che la maggior parte delle proteste provengono proprio da sindaci con tessera del Pd. Ma a quanto sembra l’opposizione dem fa finta di non sentire il grido di dolore della propria base e continua sempre sulla stessa linea di chiusura, preconcetta, verso l’esecutivo. Tant’è vero che il ritornello del Pd è uguale per tutti i dossier: “la destra sta abolendo tutti i controlli di legalità. In particolare, viene affermato di essere molto preoccupati per l’abolizione del reato di abuso di ufficio. Già oggi è ridotto all’osso, ma rappresenta quello che si chiama reato spia per altri ben più gravi reati contro la pubblica amministrazione.

Allora, invece di criticare semplicemente, perché non fare proposte integrative o sostitutive che possano evitare di fare andare in “tilt” le varie amministrazioni locali? Non è dato saperlo! Anzi si continua con lo stesso mantra, e la Schlein afferma di essere “contraria all’abrogazione tout court”. Eccoci, dunque, arrivati al capolinea.

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