Il provvedimento è passato con voto segreto e ora si sposta al Senato, tra le proteste dell’opposizione.
Roma – Una legislatura senza governo per novanta giorni, partiti costretti a rincorrere consensi con bonus e mance elettorali, esecutivi meno stabili delle coppie di un reality show: sono questi gli scenari richiamati da Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, per difendere la nuova legge elettorale nelle dichiarazioni di voto che hanno preceduto l’approvazione del testo.
Secondo Donzelli, il provvedimento garantirebbe finalmente un Parlamento solido, senza premi di maggioranza sproporzionati né quorum di garanzia a rischio, e rappresenterebbe una vittoria per l’intero Paese più che per la maggioranza di governo.
Il voto dell’Aula di Montecitorio ha poi confermato l’impostazione della maggioranza: 217 favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti, con scrutinio segreto. Il testo passa ora all’esame del Senato.
L’esito ha scatenato per alcuni minuti una vera e propria bagarre tra i banchi dell’opposizione, con diversi parlamentari che hanno esposto cartelli di protesta contro il risultato della votazione: tra le scritte comparse in Aula, “Meloni ha fallito”, “La maggioranza non esiste più, a casa” e “Legge incostituzionale”. Prima ancora, nel suo intervento, Donzelli aveva rivolto ai colleghi del centrosinistra un affondo diretto, accusandoli di raccontare una narrazione distorta del provvedimento e difendendo il diritto della maggioranza a esprimersi liberamente anche fuori dalle redazioni dei giornali vicini alle opposizioni.
Di segno opposto la posizione del centrosinistra, illustrata dalla segretaria del Pd Elly Schlein poco prima del voto finale. Schlein ha accusato la destra di disinteressarsi dei problemi reali degli italiani, promettendo che il centrosinistra lavorerà con i propri alleati, a prescindere dalla legge elettorale in vigore, per riconquistare il governo del Paese. La leader dem ha rilanciato le proposte già presentate dal suo schieramento, tra cui l’istituzione di un salario minimo, un congedo paritario a sostegno delle famiglie e nuove assunzioni di medici e infermieri per superare le liste d’attesa, ferme da un anno e mezzo. Proposte che, secondo Schlein, la maggioranza avrebbe volutamente insabbiato, evitando persino di votarle contro in Aula.