C.O.M.: il grande museo diffuso chiude con oltre 50mila presenze

Si conclude la grande iniziativa nazionale finanziata dal PNRR. Un anno di mostre e rigenerazione urbana in tutta la penisola.

Carrara – Chiude il sipario su “COM.unità dell’Arte Diffusa” (sintetizzato con C.O.M., acronimo di City Open Museum), il progetto nazionale di arte diffusa (transmediale, multimodale, interactiva) guidato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara che, finanziato nell’ambito del PNRR, da giugno 2025 a giugno 2026, ha coinvolto numerose istituzioni accademiche e svariati luoghi da nord a sud della penisola italiana, in un unico spazio creativo condiviso. Un’iniziativa in cui ogni realtà partecipante ha contribuito con competenze multidisciplinari, spaziando dal design e le arti applicate alla tecnologia, dal teatro alla danza, dal cinema alla musica alle arti performative.

I risultati ottenuti sono significativi: C.O.M. ha coinvolto 18 istituzioni accademiche italiane, realizzato oltre 100 eventi gratuiti, in 25 città, con l’intervento di 300 personalità italiane e internazionali del mondo artistico, (per citarne alcuni: William Kentridge, Francesco Bonami, Giovanna Castiglioni, Paolo Deganello, Aron Demetz, Flavio Favelli, Giovanni Lindo Ferretti, La Fura dels Baus, Pietro Gaglianò, Paolo Grassino, Marzia Migliora, W. J. T. Mitchell, Davide Rivalta, Pietro Ruffo, Nicola Samorí, Gian Maria Tosatti, Guido Accampa, Massimo Bartolini e molti altri), raggiungendo un totale di oltre 50.000 partecipanti complessivi, tra pubblico, studenti, artisti e comunità. Dalle mostre alla rigenerazione urbana, tutti gli eventi in programma hanno proposto un dialogo tra diverse discipline e linguaggi artistici intrecciando teatro, danza, arti visive, performance e pratiche di partecipazione culturale.

C.O.M., inoltre, è stata l’occasione per inaugurare (lo scorso 27 giugno in via E. Chiesa 1, a Carrara) GYPSOTHECA – 15 gioielli dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, mostra che vede protagonista la sua ricca collezione di gessi con i capolavori di Canova, Thorvaldsen, Bartolini e dei grandi maestri carraresi dell’Ottocento. Si tratta di un progetto pilota di musealizzazione phygital che integra visita fisica e strumenti digitali per rendere più accessibile questa storica collezione dell’Accademia. L’allestimento dello spazio fisico è stato curato da Francesca Montinaro, il restauro e la movimentazione delle sculture da Miriam Ricci e Carlo Sassetti, la digitalizzazione da Elmar Giacummo.

Parallelamente alle attività espositive, C.O.M. ha promosso anche esperienze che nascono direttamente nei quartieri e nelle comunità locali. Tra queste si distingue la collaborazione che l’Accademia sta portando avanti nel quartiere Caina, situato nella zona nord-est di Carrara, con ERP (Ente gestore della Residenzialità Pubblica di Massa Carrara) l’associazione Spazio Alber1ca e il Laboratorio Nuova Caina in un progetto di rigenerazione urbana e sociale attraverso l’arte. L’initiative prevede la realizzazione di un’installazione site-specific ad opera del duo artistico Bianco-Valente (formato da Giovanna Bianco e Pino Valente, tra i protagonisti più autorevoli della scena artistica contemporanea italiana) che nasce da un percorso partecipativo in cui sono stati coinvolti gli abitanti del quartiere, e verrà inaugurata sabato 8 agosto presso le case popolari di Caina alle ore 18:30.

L’obiettivo è stato quello di tradurre in forma artistica il processo di trasformazione sociale avviato in un quartiere storicamente percepito come marginale. Negli ultimi due anni questo complesso residenziale pubblico è infatti diventato un luogo di incontro, produzione culturale e partecipazione. Attraverso mostre, laboratori, incontri pubblici e la creazione di una biblioteca di quartiere con oltre mille volumi, il progetto ha contribuito a rafforzare le relazioni sociali e il senso di comunità.

Ph Enrico Amici