Corre a salvare il collega incastrato nel rullo e muore schiacciato

Francesco Vona ha visto il compagno di lavoro in trappola e non ci ha pensato un attimo. Il suo gesto d’istinto gli è costato la vita.

Treviso – Si erano salutati all’inizio del turno, augurandosi una buona giornata, senza sapere che sarebbe stata l’ultima. Poche ore dopo Francesco Vona, 39 anni, di Vittorio Veneto, era morto. Schiacciato da un rullo mentre tentava l’impossibile: strappare un collega alla morsa di un macchinario. La tragedia si è consumata all’alba di giovedì 16 luglio nella cava della Postumia Inerti, del gruppo SuperBeton, in via San Rocco a Giavera del Montello, nel Trevigiano.

Erano da poco passate le 8 quando, durante un intervento di manutenzione a un nastro trasportatore, uno degli operai è rimasto incastrato con un braccio nell’impianto. Un istante di terrore. Francesco, che lavorava al suo fianco, ha sentito le grida e si è lanciato per liberarlo. Ma nel tentativo disperato di soccorrerlo è rimasto a sua volta impigliato nel meccanismo, travolto dal rullo che gli ha inflitto ferite mortali.

Per lui non c’è stato nulla da fare. Il collega che stava cercando di salvare, invece, se l’è cavata: è rimasto ferito, ma le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono arrivati in pochi minuti i sanitari del Suem 118, i vigili del fuoco, i carabinieri della compagnia di Montebelluna e i tecnici dello Spisal, il servizio di prevenzione e sicurezza sul lavoro, che ora dovranno ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità.

A tratteggiare il ritratto di Francesco sono i colleghi, ancora sotto shock. Un uomo descritto da tutti come generoso e sempre disponibile ad aiutare gli altri. “Quando ha visto il collega in difficoltà ha agito d’istinto, probabilmente senza pensare al pericolo”, raccontano. Un altro compagno di turno lo ricorda così: “Era esperto, sapeva fare bene il suo lavoro”.

Immediato il cordoglio del mondo sindacale, che trasforma il dolore in denuncia. “Oggi ci troviamo ancora una volta a commentare una morte sul lavoro che ci lascia sgomenti – dicono i sindacalisti della Filca Cisl Belluno Treviso, Marco Rossitto e Andrea Padrin, tra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia –. Dimostra come, nonostante i progressi sul piano normativo, la battaglia per la sicurezza sia tutt’altro che conclusa”. Durissimo anche Roberto Toigo, segretario della Uil Veneto: “Il Veneto piange l’ennesima vittima sul lavoro. Ancora uno schiacciamento, ancora una cava, come meno di un mese fa nel Veronese”.

Il reggente della Cisl Belluno Treviso, Massimiliano Paglini, richiama tutti alla responsabilità collettiva: “La sicurezza non può essere un adempimento burocratico, ma deve diventare un valore condiviso e un investimento permanente”. Perché ogni lavoratore, al termine della giornata, ha il diritto di fare ritorno a casa.