ITALIA UNITA E…PROTETTA.

Tutta Italia zona protetta dal mattino del 10 marzo. Vietati tutti gli spostamenti e quelli autorizzati saranno controllati in regime di autocertificazione qualora autorizzati per comprovate necessità di salute, lavoro e rientro nelle zone di residenza sino ad una progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale. Controlli severi a campione su tutto il territorio nazionale.

Il premier Conte è stato più chiaro e puntuale del solito:

”…Abbiamo adottato una nuova decisione che si basa su un presupposto: tempo non ce n’è…I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e sub-intensiva e ahimè anche delle persone decedute. La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti…Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’Italia zona protetta…”.

Una sola la regola: rimanere in casa tutti. Come in Lombardia e nelle 14 province “rosse” gli spostamenti delle persone sono vietati se non per comprovati motivi di salute, di necessità o di lavoro:

”…Sono pienamente consapevole della gravità e della responsabilità – aggiunge il premier – non possiamo permetterci di abbassare la guardia. E’ il momento della responsabilità e tutti l’abbiamo. Voi cittadini tutti con me. La decisione giusta oggi è di restare a casa. Il futuro nostro è nelle nostre mani…Non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici, per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare…Sarà possibile l’autocertificazione per la giustificazione degli spostamenti ma se ci fosse un’autocertificazione mendace ci sarebbe un reato… Aggiungiamo anche il divieto degli assembramenti all’aperto e in locali aperti al pubblico, in tutta Italia, bar e ristoranti chiuderanno alle 18…”.

Scuole e manifestazioni sportive, in tutta Italia, saranno rispettivamente chiuse e sospese sino al 3 aprile ma la data non è perentoria. Letto, confermato e sottoscritto da un Conte preoccupato ma garante di rinnovata serenità e buone speranze per il futuro. Se ognuno di noi farà il proprio dovere.

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