La sua trasformazione lo rende subito applicabile, seppur poi da convertire in legge entro 60 giorni. Le opposizioni sul piede di guerra.
Roma – Il ddl sicurezza, arenato da oltre un anno sui banchi parlamentari, viene trasformato in decreto: il Cdm ha esaminato la nuova bozza che tiene contro dei rilievi avanzati dal Quirinale. Sulla scelta del governo è polemica. La sua trasformazione in decreto legge lo rende subito applicabile, seppur poi da convertire in legge entro 60 giorni.. Il governo ha dunque cambiato il testo per accogliere i rilievi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In tutto sono sei i punti su cui il Quirinale aveva espresso dei dubbi.
Tra i punti più contestati del provvedimento c’è anche la norma sulle donne incinte in carcere. Il ddl, per quanto riguarda la custodia cautelare, prevede l’obbligatorietà (e non più la facoltatività) dell’esecuzione della misura di custodia presso un istituto di custodia attenuata per le madri incinte o di minori inferiori a un anno. Con la modifica contenuta nella bozza viene data la possibilità al giudice di valutare le preminenti esigenze del minore anche in presenza di una condotta grave della madre. La bozza del dl definisce meglio quali sono le condotte di resistenza (anche passiva) all’interno delle carceri.

Si chiarisce quindi che il reato di ‘rivolta’ si considera commesso solo in presenza di violazioni di ordini impartiti “per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza” all’interno delle carceri e non invece per qualsiasi altro tipo di ordine. Identiche modifiche sono state introdotte per quanto riguarda il delitto di rivolta all’interno dei Centri per il rimpatrio dei migranti, mentre è stata esclusa la configurabilità di questo tipo di reato nei Centri di accoglienza. Nel nuovo provvedimento potrebbe anche essere inserito il cosiddetto scudo penale e sostegno economico per le spese legali per gli agenti. Gli agenti di polizia e i militari “che dovessero essere indagati o imputati per fatti inerenti al servizio potranno continuare a lavorare e lo Stato sosterrà le loro spese legali, fino a un massimo di diecimila euro per ogni fase del procedimento.
Una norma sacrosanta che le nostre Forze di polizia aspettano da molto tempo, e che è nostro dovere assicurare loro”, avrebbe detto la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, in Consiglio dei ministri.
E ancora, per i migranti che sbarcano in Italia sarà sufficiente presentare un documento d’identità (e non più necessariamente il permesso di soggiorno come richiesto nel ddl) per ottenere una sim telefonica. Nei reati di aggressione o resistenza a pubblico ufficiale, le modifiche al codice penale prevedevano la prevalenza delle circostanze aggravanti sulle attenuanti generiche che, quindi, non venivano più considerate. Tale norma era stata considerata dal Quirinale non conforme ai principi di equità del diritto penale. Si è quindi previsto che occorra sempre tener conto anche delle circostanze attenuanti.

Per quanto riguarda le proteste contro le opere pubbliche, la norma, prima del rilievo del Quirinale, prevedeva l’applicazione dell’aggravante per impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica, senza dare indicazioni particolari sulla tipologia di opera o infrastruttura. Ci si rimetteva in pratica alla discrezionalità del governo che poteva ritenere un’opera pubblica qualsiasi meritevole di questa particolare protezione. La nuova norma spiega che l‘aggravante è limitata alle infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici.
Le opposizioni attaccano. “È un atto di una gravità assoluta, uno scardinamento della divisione dei poteri e delle regole stabilite dalla Costituzione”, denunciano ad esempio i capigruppo nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera e del Senato. Pd, M5s, Avs e Cgil hanno dunque aderito a una manifestazione al Pantheon, promossa dalla ‘Rete nazionale no al ddl sicurezza’, contro “l’ennesimo blitz del governo“.