Il modulo Inps beffa i lavoratori dello spettacolo

Il modello fa riferimento al tetto massimo di 75mila euro corrispondenti al reddito dell’avente diritto riferito dal periodo 1 gennaio 2019 sino al 23 marzo 2021 mentre la norma pone tale cifra esclusivamente per l’anno 2019. Errore non da poco.

Dopo il danno, anche la beffa!“, devono aver pensato migliaia di artisti e lavoratori dello spettacolo che dopo il 25 marzo hanno scaricato il modulo Inps per ottenere l’indennità prevista dal Decreto Legge n. 41. Il Decreto Sostegni, come è stato denominato, dispone l’erogazione di un bonus onnicomprensivo di 2.400 euro ai lavoratori dello spettacolo che abbiano determinati requisiti e ne facciano richiesta.

In particolare il provvedimento riguarda i lavoratori intermittenti che hanno svolto almeno 30 giornate di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021; I lavoratori che possono vantare al FPLS (Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo) almeno 7 giornate contributive tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021 e non hanno avuto più di 35.000 euro di reddito nel 2019; e quelli che possono vantare almeno 30 contributi giornalieri dal 1° gennaio 2019 al 23 marzo 2021 con un reddito non superiore a 75.000 euro nel 2019.

Tuttavia, alcuni tesserati di Associazione Unita (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) hanno riscontrato un’imprecisione non da poco sul modulo Inps. Il documento, infatti, riferisce il tetto reddituale massimo di 75.000 all’intero periodo che va dal 1° gennaio 2019 al 23 marzo 2021 e non per il solo anno 2019 per come ripete la norma a vantaggio dell’avente diritto.

I lavoratori del comparto spettacolo protestano a Milano

Il direttivo si è immediatamente fatto carico di segnalare al Ministero della Cultura il solito pastrocchio all’italiana, “ricevendo la rassicurazione – riportano i canali social ufficiali – che la stessa sarà corretta come da interpretazione presente del DL 41″.

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