IL GOVERNO NON SI TOCCA. RIVENDICHIAMO LA NOSTRA IDENTITA’

Il governo non c’entra nulla. A decidere sui ricorsi presentati da quegli oltre 700 ex senatori che rivogliono il vitalizio sarà una commissione del senato. Noi siamo con gli italiani…

ROMA – Diecimila circa, più o meno, in piazza Santi Apostoli per dire no ai vitalizi dei parlamentari e non solo. In testa al corteo dei 5 Stelle Di Maio, Crimi, Patuanelli, Morra, Bonafede e Fico. Slogan e cartelli inneggianti al Pd contro eventuali alleanze a parte, i Grillini hanno rivendicato un loro ruolo preciso assicurando agli italiani il proseguo di un governo in grado di fare e fare bene. Vatti a sbagliare:

”… Qualcuno ci ha dato per finiti e pensava di prendersi tutto quello che noi gli avevamo tolto – ha detto Vito Crimi, il leader nuovo di pacca – ma non avevano fatto i conti con voi, con i cittadini. Oggi dimostriamo che quello che abbiamo fatto finora, non si tocca: il reddito di cittadinanza, lo spazza-corrotti, l’abolizione dei vitalizi e nessuno deve mettere il becco sulla prescrizione…”.

Luigi Di Maio

Il becco, invece, ce lo mettiamo eccome specie per la maniera balorda con la quale avete gestito il reddito di cittadinanza, uno strumento che, forse, poteva essere utile ma che poi si è trasformato in soldi facili per tutti. Delinquenti, parenti, amici e conoscenti compresi. E che dire sul pastrocchio della prescrizione che ha fatto diventare “rossi” magistrati, avvocati e tutti quelli che stramaledettamente hanno e avranno a che fare con la carta bollata? Poi è stata la volta di un patetico Luigi Di Maio, molto sotto tono, che ha gridato, come Panzironi con i suoi pazienti, quanto bene vuole a tutti dal profondo del cuore. Certamente la recente trombatura ha giocato un brutto scherzo all’ex patron del partito di Grillo che è sembrato più moscio che mai. Le incongruenze e le frasi da passerella, invece, sono sembrate quelle di sempre:

”… E’ bello vedervi, io sono veramente emozionato di vedervi così tanti qui e vi dico che vi voglio bene sempre di più – ha aggiunto con gli occhi lucidi il guaglione di Avellino – questa è una piazza che ama l’Italia, noi siamo i cittadini che vogliono garantire a tutti eguaglianza e libertà. Noi siamo orgogliosi di essere cittadini italiani. Se oggi siamo in piazza è perché chiediamo istituzioni all’altezza dell’amore per il nostro Paese, all’altezza dei valori della bandiera italiana…Noi vogliamo uno Stato in cui gli onesti vanno avanti e i furbi no… La giustizia nel nostro Paese significa tutelare chi si comporta correttamente e onestamente. E dopo tanti ministri opportunisti finalmente abbiamo un ministro della giustizia tutto d’un pezzo e dobbiamo difendere la riforma della prescrizione che dice una sola cosa: non esistono scorciatoie per chi vuole fare il furbo…”.

Mentre il bravo guaglione parlava di giustizia faceva la sua apparizione sul palco il guardasigilli Bonafede che, con il suo sorriso Durban’s, dava manforte al suo novello palafreniere argomentando alla sua maniera incomprensibile:

”…Noi siamo qui non contro qualcuno – ha detto il ministro della Giustizia – noi siamo qui per rivendicare il diritto ad essere il M5S. La piazza di oggi va oltre il tema della vitalizi, siamo qui per dire che l’unico privilegio che deve avere un parlamentare è essere portavoce dei cittadini. Il M5S è cresciuto, non cedendo mai alle provocazioni perché cedendo a queste si fa solo il gioco dei provocatori. Noi andiamo avanti con i nostri valori…”.

Vito Crimi

Vabbè, contento lui, poi è stata la volta di tutti gli altri che più che eccitare la folla, l’hanno fatta addormentare. Vale la pena, però, evidenziare un passaggio del lungo discorso di Crimi, altro non fosse per risbatterglielo in faccia al momento opportuno. Ovvero tra qualche settimana:

”… Qualche distributore di fake news ci accusa di andare in piazza contro il nostro stesso governo – ha detto il fiduciario di Beppe – è falso. Il governo non c’entra nulla. A decidere sui ricorsi presentati da quegli oltre 700 ex senatori che rivogliono il vitalizio sarà una commissione del senato…”.

Sarà come dice vossignoria. Intanto l’appunto ce lo siamo preso. Chi vivrà, vedrà.

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