IL GOVERNO HA I GIORNI CONTATI?

Il MoVimento esplode: chi si ammutina in Calabria, chi in Emilia, chi in Parlamento. Dopo la “chiamata a Rousseau”, hanno votato per presentarsi alle elezioni in più del 70%, nella base grillina

Ho sbagliato la mia previsione, inutile girarci intorno: sono pronto a rendere conto del debito contratto. E a pagare il dovuto. Che, però, è meno del previsto, perché l’esito della consultazione di ieri ha fatto sobbalzare i tavoli delle cancellerie di mezza Europa, figuriamoci i vostri o i miei.

In concreto: Siamo già ai titoli di coda del Governo, o quasi, e questo non era affatto prevedibile.

Il MoVimento esplode: chi si ammutina in Calabria, chi in Emilia, chi in Parlamento. Dopo la “chiamata a Rousseau”, hanno votato per presentarsi alle elezioni in più del 70%, nella base grillina: il che forse è un buon segnale per quanto riguarda l’attendibilità del sistema elettorale digitale, ma di certo non è un buon segnale per il Governo.

All’evidenza, i Cinquestelle non rispondono più al loro leader; non lo fanno i parlamentari, non lo fanno i ducetti locali, non lo fa più nemmeno la base. Siamo appena entrati in quella fase del “liberi tutti” che si sa come comincia e non si sa come finisce. I vertici l’hanno presa con una certa filosofia: “Così è un suicidio”, tuona in privato Di Maio. Che poi, in pubblico, dichiara “è un mandato fortissimo, si va da soli”.

Soli al traguardo, è proprio il caso di dirlo: probabilmente soli a sbattere.

Il MoVimento, in Emilia (madre di tutte le battaglie, lo ripetiamo ogni giorno ma ogni giorno è sempre più così), è dato al 7%. Parliamoci chiaro: sono 7 punti percentuali (o quasi) tolti a Bonaccini e al centrosinistra. Sardine o non sardine, questa è la semplice, lucida e tremenda matematica.

p.s. Nel frattempo è nato Azione”, il nuovo fenomeno da circo made in Calenda. Ieri il ragazzo ha provato a presentare la sua creatura ad Otto e mezzo, davanti a una Gruber che, correttamente, gli domandava “L’ennesimo partito di centro dopo Renzi e Toti? Ma a che cosa serve?” e ad uno Scanzi che, tra un complimento personale e l’altro, lo seppelliva di ridicolo. Calenda non merita nemmeno una predica personalizzata, basta un post scriptum. Ricorda tanto quei compagni di scuola secchioni, precisi, che hanno sempre la risposta giusta: quelli a cui si chiede il compito di matematica, ma che poi non si invitano al cinema. Ce la mette tutta, va detto, riceve gli applausi sia dei detrattori sia dei sostenitori. Poi, però, non lo vota nessuno, perché “è tanto una brava persona ma…”.

Non ti curar di lor…

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