GLI INDIPENDENTISTI CATALANI PORTANO AL GOVERNO SANCHEZ

con il margine più stretto della storia repubblicana spagnola, Pedro Sánchez ottiene la fiducia per il suo governo a trazione socialista. decisiva l'astensione degli indipendentisti catalani.

167 si contro 165 no: con il margine più stretto della storia repubblicana spagnola, Pedro Sánchez ottiene la fiducia per il suo governo a trazione socialista. Di sola “trazione” si tratta, appunto, poiché il nascente esecutivo sarà a tutti gli effetti un governo di coalizione, il primo in Spagna dopo la caduta del regime franchista, anomalia per un Paese che sembrava aver ormai introiettato il bipartitismo nel proprio dna.

Oltre ai socialisti, il supporto arriverà dalla sinistra estrema di Podemos, grazie alla storica svolta del suo leader, Pablo Iglesias, che ha indicato a chiare lettere nel programma la necessità di un ingente intervento sui temi della “giustizia sociale”. Decisivi, però, si sono rivelati anche gli assensi e le astensioni dei movimenti indipendentisti, particolarmente significativi, come è noto, sul territorio della penisola iberica. Hanno detto sì al Governo Sánchez i fautori dell’indipendenza basca, ma, soprattutto, non ha detto no la Sinistra Repubblicana di Catalogna (Erc).

Erc era stata uno dei promotori, insieme a Junts per Catalunya, dello storico referendum sull’indipendenza catalana del 2017. In cambio dell’appoggio al nuovo governo socialista, il partito ha chiesto e ottenuto l’inaugurazione di una rapidissima trattativa formale sul futuro della regione (il primo tavolo di concertazione dovrebbe essere istituito, da programma, entro i primi 15 giorni dal voto di oggi), con la promessa di una nuova consultazione pubblica alla fine di tale percorso.

Pare evidente che i problemi sorgano esattamente qui: Sánchez è in fatto in grado di offrire una maggiore autonomia statutaria alla regione, ma di certo non può transigere su eventuali richieste indipendentiste, specie considerato che, su questo tema, la destra, a trazione sempre più nazionalista, ha dichiarato battaglia politica senza quartiere. Il leader del partito popolare, Pablo Casado, si è di fatto schiacciato sulle posizioni della destra sovranista di Vox e, al termine delle odierne votazioni, ha parlato esplicitamente di “attentato alla Costituzione”.

Un nuovo Governo che nasce quando non era scontato, insomma. A ben vedere, però, anche un esecutivo concepito già debole: lecito domandarsi se si tratterà solo un fuoco di paglia.

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