Duplice omicidio di Villa Pamphili: Kaufmann torna in carcere

Revocato il ricovero psichiatrico per l’assassino di Anastasia e della piccola Andromeda. Il processo riprende a luglio.

Roma – Svolta nel processo per il drammatico duplice omicidio di Villa Pamphili. Francis Kaufmann, accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, oltre che dell’occultamento dei loro cadaveri, lascia la struttura ospedaliera psichiatrica e torna in cella. Lo ha disposto la Corte d’Assise di Roma, decretando la revoca del suo trasferimento presso il Servizio Psichiatrico Ospedaliero di Diagnosi e Cura (Spodc) del Lazio e fissando la ripresa del dibattimento dibattimentale per il prossimo 6 luglio.

Secondo i giudici capitolini, “la gravità del quadro clinico che aveva portato al suo ricovero appare risolta”. Di conseguenza, l’attuale stato fiso-psichico dell’imputato è stato ritenuto pienamente compatibile con il regime detentivo carcerario, pur mantenendo l’indicazione per un costante e adeguato monitoraggio clinico all’interno del penitenziario.

La decisione della Corte di riaprire le porte del carcere per Kaufmann ha incassato l’immediata reazione della difesa dei familiari delle vittime. L’avvocato di parte civile Emilio Malaspina e la nota criminologa e consulente Roberta Bruzzone hanno accolto con favore l’ordinanza, rilanciando dure accuse sulla condotta strategica dell’imputato.

“Sin dall’inizio abbiamo espresso fortissime perplessità sulla genuinità di quel quadro psicopatologico, spiegano Malaspina e Bruzzone in una nota congiunta. “Ritenevamo vi fossero elementi concreti per ipotizzare una rappresentazione strumentale, manipolativa e processualmente funzionale della sintomatologia. Oggi, la remissione spontanea di quel quadro psicotico acuto e transitorio conferma la fondatezza delle nostre valutazioni iniziali”.

I consulenti di parte civile hanno posto l’accento sui passaggi dell’ordinanza in cui i magistrati richiamano i tratti profondi della personalità di Kaufmann, descritti come abnormi e caratterizzati da una spiccata propensione alla prevaricazione e alla manipolazione del prossimo.

Nel documento della Corte si fa esplicito riferimento a uno stile narrativo dell’imputato affine alla pseudologia fantastica (la tendenza patologica alla menzogna e alla mitomania), un quadro clinico riconducibile a un disturbo di personalità istrionico-antisociale.

Secondo i legali delle vittime, questo profilo rappresenta il terreno perfetto in cui fioriscono la teatralizzazione dei sintomi e le narrazioni di comodo, che ora dovranno essere vagliate con il massimo rigore in aula. Per Kaufmann, accusato di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e abietti, non ci saranno dunque ulteriori scorciatoie o sospensioni dibattimentali: dal 6 luglio la parola tornerà esclusivamente ai giudici della Corte d’Assise.