Il tribunale amministrativo ha sospeso il diniego opposto dall’amministrazione alla richiesta di un luogo di culto della comunità musulmana, imponendo una nuova istruttoria.
Turbigo – Non è la prima volta che i rapporti tra l’amministrazione di Turbigo, comune dell’hinterland milanese, e l’associazione religiosa Moschea Essa finiscono davanti ai giudici amministrativi. Già nell’aprile 2024 il sindaco aveva negato alla comunità islamica uno spazio per la festa di fine Ramadan, costringendo il Tar a sollecitare l’intervento del prefetto di Milano perché la celebrazione potesse comunque svolgersi, poi ospitata al campo Colombo.
Poche settimane più tardi si era ripetuta la stessa dinamica in occasione della festa del Sacrificio, quando il Consiglio comunale aveva negato una nuova concessione dell’impianto sportivo sostenendo che un secondo utilizzo consecutivo non potesse più considerarsi un’eccezione: anche in quel caso il tribunale aveva dato torto al Comune.
L’ultimo capitolo della vicenda riguarda però una richiesta diversa e più strutturale, presentata dall’associazione nel maggio 2026: la realizzazione di un vero e proprio tempio destinato alla comunità musulmana della cittadina. Il Comune aveva respinto l’istanza sostenendo l’assenza di immobili pubblici idonei e disponibili, ma per i giudici amministrativi questa motivazione non regge a un esame approfondito.
Nel provvedimento con cui hanno sospeso il diniego, hanno rilevato che l’amministrazione si sarebbe limitata a dichiarare l’indisponibilità di un immobile senza documentare le verifiche effettivamente compiute né gli edifici eventualmente presi in esame, ritenendo dunque non prive di fondamento le censure relative al difetto di istruttoria e di motivazione.
Sulla base di questi rilievi, il Tar ha ordinato al Comune di Turbigo di ripetere l’istruttoria coinvolgendo questa volta i rappresentanti dell’associazione richiedente, per verificare se sussistano i presupposti per accogliere la domanda, e di chiudere il procedimento entro il 16 settembre.