Gatti malati costretti all’interno di trasportini e cani stipati ovunque negli stabulari, in condizioni di grave sovraffollamento.
Genova – Un intervento d’urgenza che scuote la gestione del randagismo e del benessere animale nel capoluogo ligure. Nel pomeriggio di martedì, i carabinieri del nucleo Cites di Genova, supportati da un medico veterinario giunto appositamente da Milano, hanno fatto scattare un vero e proprio blitz all’interno del canile municipale Montecontessa. L’operazione si è conclusa con il sequestro preventivo di tredici cani e di diversi gatti, rinvenuti in condizioni igienico-sanitarie ritenute critiche dalle autorità.
Secondo quanto trapelato da fonti qualificate, gli investigatori si sono trovati di fronte a una situazione drammatica nell’ala sanitaria della struttura: gatti malati costretti all’interno di trasportini e cani stipati ovunque negli stabulari, in condizioni di grave sovraffollamento e privi del necessario livello di assistenza. Tutti gli animali sequestrati sono stati immediatamente evacuati e trasferiti presso strutture più idonee, tra cui il canile del Gazzo e un centro specializzato a Savona.
Il canile di Montecontessa è gestito dall’Associazione “Una” per conto del Comune di Genova. Di fronte ai sigilli dei carabinieri, gli animalisti hanno respinto le accuse di abbandono, fornendo una diversa chiave di lettura basata sulle croniche carenze strutturali. L’associazione sottolinea come il verbale descriva una situazione rilevata alle 8:20 del mattino, ovvero nell’esatto momento in cui stavano prendendo il via le quotidiane operazioni di pulizia e sanificazione. L’irruzione dei militari avrebbe bloccato le attività fino alle 11.
La presenza di felini nei trasportini viene definita come una “criticità strutturale” che l’associazione denuncia da anni alle autorità competenti. Il gattile e il canile sanitario viaggiano da tempo ben oltre la capienza massima consentita a causa del continuo afflusso di animali sul territorio.
L’Associazione “Una” precisa che tutti gli esemplari trasferiti erano regolarmente censiti, vigilati e sottoposti a terapie da parte di medici veterinari, come attestato dalle cartelle cliniche sequestrate. Tra i cani trasferiti figura anche Lime, il cane-mascotte del rifugio che da anni viveva libero nei locali della segreteria.
Il blitz della Cites ha immediatamente innescato una bufera politica all’interno del Consiglio Comunale di Genova, con il centrodestra che chiede ora di fare piena luce sui ritardi nei lavori della struttura.
La capogruppo della Lega, Paola Bordilli, ha sollevato il nodo dei fondi e delle infrastrutture, domandando polemicamente che fine abbiano fatto i progetti per l’ampliamento del canile e la contestuale realizzazione del nuovo gattile approvati dalla giunta nel maggio 2025. Una presa di posizione a cui è seguita la richiesta formale di convocazione di una commissione consiliare straordinaria.
Sulla stessa linea si è schierata la delegazione di Fratelli d’Italia. La capogruppo Alessandra Bianchi, insieme ai consiglieri Nicholas Gandolfo e Valeriano Vacalebre, ha presentato un’istanza urgente per integrare l’ordine del giorno della commissione sul benessere animale già calendarizzata per lunedì prossimo, così da pretendere risposte immediate dall’assessore competente.
Sul caso è intervenuto anche l’assessore Mario Mascia, che ha proposto di accelerare l’iter per l’istituzione formale in città della figura del Garante del benessere degli animali, come organo terzo di controllo per prevenire simili emergenze.