La mobilitazione nazionale contro il rinnovo contrattuale che “determinerebbe di fatto un impoverimento dei docenti e del personale Ata”.
Roma – Domani 4 aprile è stato indetto uno sciopero di scuole e università, una mobilitazione nazionale che coinvolgerà il personale scolastico e universitario. L’iniziativa è stata promossa dall’Unione sindacale di base (Usb) e riguarderà docenti, personale Ata e lavoratori del settore accademico, con il sostegno di studenti e ricercatori che vorranno aderire. Usb scuola sciopera contro il rinnovo contrattuale che “determinerebbe di fatto un impoverimento dei docenti e del personale Ata”, dicono i sindacalisti. Anche gli studenti scendono in piazza. Il tutto “contro il contratto, le armi, i nuovi programmi reazionari”.
I sindacalisti dell’Usb informano che lo sciopero è “contro la chiamata diretta degli insegnanti di sostegno da parte delle famiglie, contro gli investimenti in armamenti che impediscono gli investimenti in scuola e istruzione e in ogni settore del servizio pubblico, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali, le reazionarie linee guida per il primo ciclo, classiste e razziste, contro il mercimonio di titoli abilitanti, per l’assunzione dei precari in prima fascia delle Gps (le graduatorie provinciali per le supplenze) e dei vincitori e degli idonei dei concorsi banditi per rinvigorire la scuola pubblica statale”.

La riforma che prevede la chiamata diretta degli insegnanti di sostegno da parte delle famiglie è un altro motivo di contestazione dell’USB. Il sindacato ritiene che questa misura possa compromettere la trasparenza e l’imparzialità del sistema scolastico, creando disparità di trattamento tra gli studenti e indebolendo il ruolo della scuola pubblica. Anche le studentesse e gli studenti del nostro Paese hanno “lanciato ‘l’allarme rosso’ contro la scuola di Valditara e dell’Ue. Usb Scuola non poteva che rispondere presente alla chiamata studentesca, perché solo l’unione delle lotte di lavoratori e studenti può abbattere un sistema sempre più aberrante”, afferma ancora l’Usb.
Tra le motivazioni dello sciopero del 4 aprile 2025 c’è la contestazione alla priorità data agli investimenti in armamenti rispetto a quelli destinati alla scuola e all’università. USB chiede un incremento di almeno 10 miliardi di euro per il settore dell’istruzione, da destinare all’assunzione di personale, al potenziamento della ricerca e al miglioramento delle infrastrutture scolastiche e universitarie.