Delitto Chiara Guerra, sciacalli nella villa dell’orrore: rubati i gioielli di famiglia

Ignoti hanno violato i sigilli e saccheggiato l’abitazione sotto sequestro. Intanto l’autopsia svela la ferocia dell’omicidio: la professoressa è stata massacrata con 42 coltellate.

Venezia – Nemmeno i sigilli della giustizia, in certi luoghi maledetti, riescono a tenere lontana la mano degli sciacalli. Mentre un’intera comunità piange ancora la morte atroce di Chiara Guerra, professoressa di italiano di 53 anni massacrata a coltellate dal nipote 17enne, ignoti si sono introdotti nella tenuta di famiglia a San Stino di Livenza, violando i sigilli dell’autorità giudiziaria e portando via numerosi gioielli in oro. Un colpo vigliacco e beffardo, messo a segno in una casa già intrisa di sangue e di lacrime.

L’intrusione è avvenuta lunedì 23 giugno, ma a scoprirla sono stati i carabinieri di Venezia, insieme ai colleghi della compagnia di Portogruaro e della stazione locale, tornati nella tenuta di via Don Milani per ulteriori accertamenti. I ladri hanno scavalcato il cancello principale che protegge le abitazioni, tutte poste sotto sequestro, e hanno forzato porte e finestre per introdursi nella casa del fratello della vittima, padre del ragazzo oggi rinchiuso nel carcere minorile. Una volta dentro, si sono impossessati di ori di famiglia il cui valore è ancora in fase di quantificazione. Sconvolto il padre del giovane alla scoperta del furto.

Gli investigatori escludono un collegamento con il delitto: non si tratterebbe di un tentativo di inquinare le prove o manipolare l’inchiesta. L’ipotesi più accreditata è quella di approfittatori, informati che la villa fosse disabitata dall’11 giugno, pronti a lucrare sulla tragedia altrui. I militari hanno già acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza attive sulla proprietà e nelle prossime ore ascolteranno i vicini di casa.

Intanto, nella giornata di mercoledì, è arrivato l’esito dell’autopsia e il quadro che emerge è raccapricciante: 42 coltellate, quasi tutte al volto, con un colpo di grazia alla nuca così violento da trapassare le vertebre. Il medico legale Antonello Cirnelli, incaricato dal pm Nicola Russo della procura dei minorenni di Trieste, ha sessanta giorni per depositare la perizia completa. Il dato delle 42 coltellate smentisce clamorosamente la versione del ragazzo, che in sede di interrogatorio aveva parlato di appena un paio di fendenti.

Sul movente resta il mistero. La famiglia della vittima, tramite il legale Luca Pavanetto, ha escluso questioni ereditarie: entrambi i genitori di Chiara sono ancora in vita. Dietro l’esplosione di violenza ci sarebbe piuttosto un rimprovero legato alla gestione dei nonni, entrambi ricoverati in case di riposo in due strutture diverse. Una scintilla in un clima di tensioni familiari maturate nel tempo, sfociata in una ferocia che ha lasciato l’intero Veneziano senza parole.