La stagione della vendemmia è a rischio

Le temperature record mettono in allarme il settore. Per molti viticoltori è impossibile prevedere l’esito della raccolta.

In Italia è già tempo di vendemmia, ma la raccolta sta affrontando una delle prove più difficili degli ultimi anni: le temperature record hanno messo in seria difficoltà i vigneti e l’intero settore.

Il caldo estremo di queste settimane sta mettendo in seria difficoltà la vendemmia italiana, con effetti che i viticoltori definiscono già senza precedenti. Le temperature record – come i 40° superati a Roma – stanno incidendo in modo diretto sulla maturazione delle uve, provocando stress idrico, rallentamenti nei processi vegetativi e, in alcuni casi, veri e propri danni agli acini. Una situazione che rischia di pesare su uno dei settori simbolo del Made in Italy.

Il comparto vinicolo, infatti, rappresenta un pilastro economico: 29 milioni di consumatori in Italia, un giro d’affari da 45,2 miliardi di euro registrato nel 2025 e un export da 7,2 miliardi l’anno. Numeri che spiegano perché l’attenzione degli operatori sia oggi concentrata sull’esito della vendemmia, iniziata in anticipo in molte regioni ma circondata da un’incertezza senza precedenti.

Proprio per questo, le principali sigle di categoria hanno scelto una strada inedita: non fornire alcuna previsione ufficiale sulla vendemmia italiana, rinunciando alla tradizionale conferenza stampa al Masaf. Una decisione già adottata in Francia e che fotografa la difficoltà di elaborare stime attendibili in un contesto climatico così variabile.

Le uniche certezze riguardano l’avvio della raccolta in alcune zone del Paese. In Sicilia, nel Trapanese, Cantine Ermes ha già iniziato la vendemmia dalle uve bianche. Il presidente della cooperativa, Rosario Di Maria, ha spiegato che:

“Le prime uve conferite evidenziano un buon equilibrio e caratteristiche qualitative interessanti”.

Intanto Assoenologi, Uiv e Ismea, in una nota diffusa da WineNews, hanno ribadito la necessità di attendere la fine della campagna per avere un quadro affidabile:

“In un contesto caratterizzato da condizioni climatiche sempre più variabili, le stime effettuate prima della conclusione della raccolta possono risultare significativamente soggette a variazioni. Per questo motivo, si ritiene più utile presentare i dati consuntivi al termine della campagna vendemmia, quando sarà possibile offrire un quadro completo e affidabile della produzione, della qualità delle uve e delle principali caratteristiche dell’annata”.

In altre parole, solo a vendemmia conclusa sarà possibile capire quanto il caldo avrà inciso sulla produzione, sulla qualità delle uve e sulle caratteristiche dell’annata.