CORTEO FUNEBRE PER ROSARIO SPARACIO

In spregio alle restrizioni governative i boss messinesi sono liberi di celebrare funerali e cortei funebri. Qualcosa non ha funzionato nel sistema di sorveglianza degli spostamenti.

Messina – Appena battuta la notizia abbiamo dovuto verificarne il contenuto più volte ma a quanto pare sulla veridicità dell’informazione non ci sarebbero dubbi: tra le 15 e le 16 dell’11 aprile scorso a Messina si sarebbe celebrato un funerale. Con tanto di cerimonia funebre in chiesa e accompagnamento della salma al cimitero monumentale di via Catania. Nonostante i divieti imposti dal governo centrale, da quello regionale e, come se non bastassero, da certe ordinanze sindacali al momento messe in discussione dagli organi di verifica dello Stato, un centinaio di persone avrebbero accompagnato la bara contenente le spoglie di Rosario Sparacio, 70 anni, fratello del più noto Luigi, boss del clan di Giostra.

Uno dei tanti arresti di personaggi di spicco del clan di Giostra.

Pare addirittura che alcuni giovani abbiano scortato il corteo funebre a bordo di scooter per poi dirigersi nel cimitero del capoluogo peloritano per la tumulazione della salma a cui avrebbero assistito parenti e amici del defunto, per altro già malato da tempo. Tutto questo, in spregio alle vigenti disposizioni di legge, sarebbe avvenuto in pieno centro. In molti si chiedono com’è possibile che non siano stati effettuati i dovuti controlli e che nessuno sapesse del funerale “a rischio”. Evidentemente, come già accaduto in altre tristi occasioni, il sistema di sorveglianza predisposto dal sindaco di Messina, Cateno De Luca, non ha funzionato. Come pare non abbiano funzionato i controlli stradali che avrebbero dovuto bloccare il corteo. Quanto accaduto nella città dello Stretto dovrebbe essere oggetto di ulteriori riscontri e accertamenti, qualcuno dovrà pur dare spiegazioni. In casa dobbiamo rimanere tutti, boss ed affiliati compresi.

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