Il cane corso di 50 chili ha difeso la villa fino all’ultimo respiro. Indagano i Forestali: la verità è scritta nei morsi.
Lecce – Ci sono battaglie perse in partenza, eppure combattute fino all’ultimo respiro. Connie, una femmina di cane corso di 50 chili, ha difeso la sua villa di campagna dall’intruso che nel buio aveva scavalcato un muro di oltre due metri. Non è bastata la stazza da molosso, non è bastato il coraggio: al termine di uno scontro all’ultimo sangue il predatore ha avuto la meglio, lasciando l’animale straziato nel giardino di casa, a Roca, marina di Melendugno.
Il dramma si è consumato nella serata di giovedì 27 agosto, lungo via vicinale Mancarella, nelle campagne del basso Salento. Prima i rumori nel buio, poi il combattimento. Quando la famiglia è riuscita a intervenire, per Connie era ormai troppo tardi: la gola e il petto erano stati raggiunti da morsi profondi. Portata d’urgenza dal veterinario e curata per tutta la notte, l’animale è deceduto la mattina seguente.
A far ipotizzare che dietro l’aggressione ci sia un lupo sarebbero le modalità stesse dell’aggressione. Sul corpo del cane, infatti, non sono state trovate asportazioni di tessuto, ma morsi precisi e profondi distribuiti sul cranio, dietro l’orecchio, sulla coda e sull’addome, oltre agli squarci letali su petto e gola: la firma, dicono gli esperti, di un singolo predatore.
Per la famiglia non ci sono dubbi. Connie, descritta come un cane dal carattere dolcissimo, era rimasta da poco l’unico animale di casa dopo la morte per cause naturali dell’altro cane. Il corpo è stato sepolto nel giardino, ma i proprietari si dicono pronti all’esumazione e alle analisi peritali pur di fugare ogni dubbio sulla dinamica.
Subito dopo l’aggressione la coppia ha allertato i Carabinieri Forestali e, su loro indicazione, ha formalizzato la denuncia alla stazione dei carabinieri di Melendugno, informando anche la polizia locale. Saranno ora gli accertamenti sulle ferite e sui segni lasciati dai morsi a stabilire con certezza quale animale abbia colpito.
L’episodio riaccende l’allarme predatori in una zona dove il ritorno del lupo è ormai certificato. È solo l’ultimo tassello di un’estate ad alta tensione in Puglia: a Noicattaro, nel Barese, tre bambini sono stati aggrediti in due distinti episodi ad agosto, con il Dna di un giovane lupo appenninico confermato dalle analisi e almeno tre esemplari immortalati dalle fototrappole. Nel Salento, il 21 agosto, a Punta Pizzo di Gallipoli, una donna, la figlia 12enne e un uomo intervenuto a soccorrerle erano stati assaliti da un canide, in un primo momento indicato come lupo e poi ricondotto con più probabilità a un cane randagio. Sulla morte di Connie, la parola definitiva spetta ora agli esami di laboratorio.