Uccide l’ex compagna e si getta dal viadotto: omicidio-suicidio sull’A1

La donna era riuscita a dare l’allarme al 112, ma per lei non c’era già più niente da fare.

Firenze – Ci sono richieste d’aiuto che corrono più veloci della paura, ma non abbastanza da fermare la mano di chi ha già deciso tutto. È l’ultima, atroce sensazione che lascia la tragedia consumatasi nel pomeriggio di oggi lungo l’autostrada A1, nel tratto che attraversa il Mugello, alle porte di Firenze, dove un uomo ha ucciso la sua ex compagna e poi si è gettato nel vuoto da un viadotto, precipitando per decine di metri. Due corpi riversi a terra, un’auto abbandonata sulla corsia d’emergenza e l’ennesimo femminicidio che piomba come una lama sul Fiorentino.

A dare la misura dell’orrore sono i dettagli emersi nelle prime ore delle indagini, affidate alla polizia stradale e al Pubblico ministero di turno. L’auto della coppia è stata ritrovata ferma sulla corsia d’emergenza del viadotto, in direzione Bologna. Sotto, dopo un volo di decine di metri, i soccorritori del 118 hanno trovato i corpi ormai senza vita dell’uomo e della donna.

Secondo una prima, drammatica ricostruzione, la vittima sarebbe stata spinta nel vuoto dall’ex compagno, che subito dopo si sarebbe tolto la vita nello stesso modo. Ma nei minuti che hanno preceduto la fine, la giovane aveva provato disperatamente a salvarsi: era riuscita a dare l’allarme al 112 – non è ancora chiaro se con un messaggio o con una chiamata – e anche un amico avrebbe ricevuto un disperato segnale d’aiuto.

Da quel grido lanciato nel vuoto era scattata la corsa contro il tempo. Dalla sala operativa della questura era partita la caccia all’automobile, poi localizzata in autostrada. Ma quando i soccorsi sono arrivati sul posto, per i due non c’era già più nulla da fare. Troppo tardi.

La macchina è stata posta sotto sequestro e sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Resta il peso di un’altra vita di donna spezzata da chi, un tempo, diceva di amarla: l’ennesimo nome destinato ad allungare una scia di femminicidi che non accenna a fermarsi.