COM’E’ DELIZIOSO ANDAR PER VINI

L’enoturismo nazionale coinvolge 14 milioni di persone per una spesa di 2,5 miliardi di euro

Forse il precursore più illustre di questo gradevole hobby è stato lo scrittore Mario Soldati, scrittore, giornalista, regista, sceneggiatore e autore televisivo,  che, nella seconda metà del secolo scorso, realizzò il suo “ Reportage nella Valle del Po”, un’inchiesta televisiva realizzata in dodici puntate tra il 1957 e il 1958. Un viaggio enogastronomico che raccontava usanze, prodotti, ricette, cibi, vini, tradizioni culinarie, incontri con personaggi dei vari luoghi visitati. Un viaggio che fece innamorare i telespettatori.

Oggi, secondo il Rapporto sul turismo enogastronomico di Roberta Garibaldi, docente presso l’Università di Brescia, il 59% dei turisti italiani valuta come importante o importantissima la presenza di un’offerta enogastronomica, che diventa così un elemento di interesse trasversale e possiede una sua capacità attrattiva potenzialmente in grado di di influenzare le scelte di viaggio dei turisti italiani. In particolare, l’enoturismo in Italia coinvolge 14 milioni di persone per una spesa di 2,5 miliardi di euro. E il trend è in crescita: rispetto all’anno precedente si è verificato un aumento del 48%. Le esperienze enogastronomiche piacciono a tutti e in particolare ai giovani, un forte incremento di interesse riguarda infatti i Millennials, sempre più acculturati e interessati a questo settore.

Importantissimi, poi, i turisti stranieri che giungono da ogni angolo del mondo per venire a conoscere i luoghi dove vengono prodotti i loro vini preferiti. Grande interesse suscitano le esperienze di visita ai luoghi di produzione: le aziende agricole con il 62% e le cantine che registrano il 56% di presenze.

L’enoturismo in Italia coinvolge sicuramente molti luoghi, ma ce ne sono alcuni che presentano più attrattive di altri, per esempio i luoghi di produzione di vini molto amati e conosciuti anche all’estero: La Sicilia, ad esempio, famosa anche all’estero per i suoi vini rossi, dal Nero D’Avola al Nerello Mascalese, ma anche per i bianchi come Insolia, Grillo e Catarratto. Le mete preferite sono l’Etna, la zona di Marsala, le isole come Pantelleria e Stromboli, ma anche la provincia di Trapani e Palermo.

La Toscana, in particolare le colline del Chianti, tra Firenze e Siena, e i territori di Montalcino e Montepulciano, che attraggono milioni di turisti ogni anno. Il Veneto, in particolare la zona del Prosecco ma anche la zona di Valpolicella del mitico Amarone. Il Piemonte, per le Langhe, il Roero e il Monferrato i cui paesaggi vitivinicoli sono, dal 2014, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco.


Per merito del Movimento “Turismo del vino” e delle sue sezioni regionali, è nato un vero e proprio portale che suggerisce le visite ai luoghi di produzione. Oggi conta più di mille associati in tutta Italia, che comprendono le maggiori cantine e anche i piccoli produttori. Propone periodicamente degli appuntamenti annuali cui i soci aderiscono: tra i più celebri “Cantine aperte e calici di stelle”. Da tenere in considerazione sono anche le Strade del vino percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, luoghi storici lungo i quali si trovano vigneti e cantine di aziende agricole singole o cooperative aperte al pubblico. Tra queste troviamo Strada del Barolo, Strada del vino Costa d’Amalfi, Alto Adige, Nobile di Montepulciano, Colli Euganei, Soave, Etna, solo per citarne alcune. Alcune aziende vinicole hanno ristrutturato vecchie case rurali, come i Bagli in Sicilia o le Masserie in Puglia, e le hanno trasformate in fantastici wine resort, dove ci si può svegliare con vista sui vigneti o fare un tuffo in piscina circondati dalle vigne. L’enoturismo in Italia, insomma, è uno dei mercati più in crescita oggi, un settore trainante dell’economia, ricco di opportunità grazie alla combinazione di paesaggi meravigliosi, cibo delizioso, arte, cultura e vini eccellenti.

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