CATANIA – NO AL 5G. COMITATO CITTADINO SI MOBILITA

La presidente Cerri tiene a sottolineare che il suo intervento non è una mera opposizione alla tecnologia ma una concreta valutazione delle ricadute socio-sanitarie.

Catania – La presidente del comitato cittadino Vulcania, Angela Cerri, lancia un forte appello a favore della moratoria per il 5G, in nome del principio di precauzione e della tutela della salute pubblica. Il 5G è la tecnologia di rete mobile che si prepara a superare l’attuale 4G LTE. Al momento è in fase sperimentale in alcune città. La rete è ancora instabile ma sono tanti i timori sui pericoli per la salute che potrebbero derivare dall’irradiazione di onde elettromagnetiche a frequenze elevate. Il 5 agosto del 2019 e’ stata votata ed approvata dall’Amministrazione Comunale di Catania una mozione, presentata dal consigliere Daniele Bottino, su richiesta del comitato cittadino Vulcania, che aveva per oggetto prevenzione e salute pubblica relativamente alle SRB (Stazione Radio Base), cioè all’esposizione ai campi elettromagnetici e moratoria al 5G. Nonostante il problema estremamente serio nella città metropolitana di Catania si continua ancora ad ignorare il fenomeno radiante. Il governo della città è sordo alle sollecitazioni dei cittadini.

La presidente Angela Cerri.

Sulla medesima questione interviene la presidente del sodalizio Angela Cerri, senza mezze parole:

“…L’amministrazione comunale di Catania sta sottovalutando la questione nell’interesse generale, senza guardare alle generazioni future e senza adoperarsi, con tempestività, per intraprendere le giuste precauzioni sull’individuazione dei luoghi dove installare gli “hotspot wifi” nella città di Catania.  Il comitato da anni opera in difesa dei diritti di ogni cittadino promuovendo una corretta informazione atta a sensibilizzare e diffondere dati aggiornati alla popolazione etnea, cercando così di mettere in evidenza le caratteristiche cruciali di quella che è una vera e propria rivoluzione culturale, ancor prima che tecnologica…”

La presidente Cerri tiene a sottolineare che il suo intervento non è una mera opposizione alla tecnologia ma una concreta valutazione delle ricadute socio-sanitarie. Un fenomeno, in sostanza, della fisica che altera le funzioni biologiche di una cellula e che genera un danno all’organismo esposto. Se così fosse non può certamente ritenersi un’innovazione, piuttosto una forma di inquinamento. Ad oggi l’Europa ritiene che il 5G non sia un obbligo di legge ma una scelta politica, anzi un’offerta commerciale. Come sempre l’Europa, visti gli interessi in gioco, lascia liberi gli enti locali di determinarsi nel bene e nel male.

“Un sindaco infatti – afferma Cerri– può benissimo rifiutarsi di aderire alla proposta per scongiurare una overdose di irradiazioni sulle teste dei concittadini in quanto sono ancora oscuri gli effetti che possono produrre queste caratteristiche forme d’onda. Ogni Governo, come quello italiano, si assume la responsabilità politica delle proprie azioni. In Sicilia, continua la presidente del comitato Vulcania, sono oltre 50 i Comuni che hanno già emesso l’ordinanza Stop 5G e sono i sindaci di Messina, Siracusa, Aci Castello, Tremestieri Etneo, Paternò, Piedimonte Etneo, Enna, Noto, Giardini Naxos, Cefalù, Piana degli Albanesi e tanti altri.”

Antenne 5 G pronte per l’uso.

L’Italia si sta preparando a quella che viene definita la “rivoluzione” del 5G. Ma mentre le sperimentazioni di questa nuova tecnologia di connessione mobile sono già in corso, circolano anche argomenti scientifici che provocano timore sui rischi che potrebbe comportare questo tipo di telefonia mobile per la salute pubblica. Ecco perché il comitato Vulcania, sorto per dare voce ai cittadini e tutelare le realtà del territorio, lancia insieme alla “ReteItaliaSenzaElettrosmog-Stop5G” una petizione indirizzata al primo cittadino di Catania ed a tutti i comuni della città Metropolitana. Per l’ennesima volta la presidente Cerri, con l’aiuto ed il sostegno di tante associazioni, reitera la sua posizione e nel contempo:”…Invita e sollecita l’amministrazione comunale di Catania a non sottovalutare il problema nell’interesse generale e di adoperarsi fattivamente e con tempestività a riconoscere il problema dell’elettrosmog, non solo per l’impatto economico e sociale ma soprattutto sanitario…”

L’affondo finale della battagliera rappresentante del comitato diventa richiesta formale al Sindaco Salvo Pogliese affinchè rediga un’ordinanza municipale:”…Con la quale vietare il 5G e per il cosiddetto principio di precauzione, rimandare l’uso delle tecnologie al momento in cui venga dimostrata l’assoluta innocuità per la salute di ogni essere vivente…”. Per rendersi conto della densità di potenza che giornalmente bombarda la popolazione basta sommare gli attuali 16.029 watt di potenza, emessi da 2G + 3G + 4G, col 5G. Il risultato è una densità di ben 47.629 watt, ovvero oltre 3 volte più alta rispetto a quella di oggi. Con una irradiazione elettromagnetica complessiva di 2 volte superiore all’attuale:…La moratoria per il 5G e’ un atto doveroso. Per comprendere ancora meglio basta pensare ad un gigantesco forno a microonde a cielo aperto che contiene tutti noi…”.

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