Il sindacato rivela: “Istituti come Sollicciano, Perugia, Prato, Torino e Cagliari sono diventati epicentri di questo allarmante fenomeno”.
Roma – “Il sistema penitenziario italiano sta affrontando una crisi senza precedenti, con strutture carcerarie trasformate in veri e propri dispensari farmacologici per tossicodipendenti”. Lo dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria). “Ciò che stiamo osservando è un fenomeno inquietante: un numero crescente di persone con dipendenze che scelgono deliberatamente di farsi arrestare per accedere a quei farmaci psicotropi che non riescono a ottenere attraverso i servizi territoriali”, prosegue il sindacalista.
Secondo quanto riportato dal sindacato, istituti come Sollicciano, Perugia, Prato, Torino e Cagliari sono diventati epicentri di questo allarmante fenomeno, dove Gabapentin, Rivotril, Contramal e Subtex circolano liberamente, alimentando un pericoloso mercato nero interno. “I nostri agenti – osserva Beneduci – si trovano quotidianamente a fronteggiare detenuti in stato di alterazione, spesso aggressivi, senza disporre né della formazione adeguata né del supporto specialistico necessario. È una trincea impossibile dove la Polizia Penitenziaria viene abbandonata a gestire situazioni che richiederebbero competenze antidroga specifiche”.
“Per questo – prosegue il leader dell’Osapp – chiediamo interventi urgenti. Un piano straordinario di formazione per il personale; l’istituzione di unità specializzate antidroga in ogni carcere; una revisione completa dei protocolli di distribuzione farmacologica e un deciso potenziamento dei SERD territoriali. Le nostre carceri – conclude amaramente Beneduci – hanno completato la loro trasformazione: da ‘mense dei poveri’ sono diventate ‘farmacie degli ultimi’. Una deriva inaccettabile che richiede risposte immediate dal Governo”.