Indennità e arretrati sbloccati, ma la protesta continua

Accordo raggiunto per il personale dell’emergenza, ma il sindacato chiede riforme strutturali e più tutele.

Campobasso – La UGL Salute Molise prende atto dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi presso la Regione Molise – alla presenza della Struttura Commissariale, della Direzione Generale della Salute e dell’ASReM – relativo all’adeguamento dell’Indennità di Pronto Soccorso prevista dalle più recenti disposizioni normative.

L’intesa sblocca finalmente la liquidazione degli arretrati per gli anni 2023, 2024 e 2025 destinati al personale del Pronto Soccorso e del 118 (in attuazione del DCA n. 57 del 15 dicembre 2023). Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2026, la platea dei beneficiari viene ampliata al personale dei reparti di Rianimazione e Radiologia dei presidi ospedalieri sede di Pronto Soccorso, sancendone il ruolo di supporto diretto e indispensabile alle attività di emergenza-urgenza. Un risultato che il sindacato definisce un primo e atteso passo avanti, ma che non può considerarsi un punto d’arrivo.

Sulla questione interviene con fermezza Giovanni Colacci, Segretario Regionale della UGL Salute Molise: “Consideriamo questa estensione un segnale di attenzione importante per il quale ci siamo sempre battuti, ma non possiamo definirci pienamente soddisfatti. Chi lavora nei servizi di emergenza-urgenza non ha bisogno di “contentini” economici temporanei, ma di riforme strutturali che valorizzino la reale e imponente mole di lavoro affrontata ogni giorno”.

Il fulcro della battaglia della UGL Salute Molise resta la situazione della Radiodiagnostica dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso, una realtà che da anni attende una riclassificazione formale e definitiva.

“Sono anni che chiediamo che la Radiodiagnostica del Cardarelli venga inquadrata una volta per tutte come radiologia ospedaliera dell’emergenza urgenza – prosegue Colacci – continuare a considerarla impropriamente come una realtà territoriale è un errore profondo che non rispecchia la realtà dei fatti. Parliamo di professionisti che gestiscono quotidianamente codici tempo-dipendenti, grandi traumi, TAC urgenti ed esami immediati per il Pronto Soccorso, per il 118 e per i reparti di acuzie. Se questa struttura si fermasse, l’intero sistema dell’emergenza regionale andrebbe in blocco”.

A confermare la pressione operativa ormai strutturale e la cronica carenza di organico ci sono anche i dati amministrativi: le stesse delibere aziendali documentano un ricorso massiccio e costante alle prestazioni orarie aggiuntive per poter garantire la continuità assistenziale. La UGL Salute Molise ribadisce quindi che l’adeguamento dell’indennità deve essere solo l’inizio di un percorso di reale valorizzazione del personale sanitario, che parta dal riconoscimento giuridico e operativo delle funzioni svolte sul campo.