L’ondata di calore e lo scirocco stanno alimentando centinaia di roghi nel Mezzogiorno: oltre cento sfollati nell’Agrigentino.
Un’ondata di caldo estremo e raffiche di vento costante stanno spingendo diverse regioni del Centro-Sud in una drammatica emergenza incendi. La situazione più grave si registra in Sicilia, dove il lavoro congiunto di Protezione Civile, Corpo Forestale e Vigili del Fuoco prosegue senza sosta per proteggere centri abitati, strutture sensibili e l’intera rete viaria. Tra i mezzi aerei impiegati sul territorio figurano anche diversi canadair giunti in supporto da fuori regione.
A pagare il prezzo più alto è l’area del Catanese, con oltre dieci roghi attivi che stanno colpendo non solo il bosco Vaito a Licodia Eubea, ma anche i dintorni di Belpasso, Zafferana Etnea, Adrano, Caltagirone, Mascali e persino le aree periferiche del capoluogo come il quartiere Librino. Poco più a ovest, nell’Agrigentino, l’avanzata del fuoco, spinta dallo scirocco, ha sfiorato le case di Santo Stefano Quisquina, costringendo oltre cento residenti ad abbandonare tempestivamente le proprie abitazioni. In questa zona i soccorritori stanno concentrando le forze per blindare siti ad alto rischio, tra cui un deposito di ossigeno, una stazione di rifornimento, una clinica privata e un impianto di fuochi d’artificio. Tensione alta anche nei territori di Bivona, Menfi, Aragona e Canicattì.
La provincia di Palermo è avvolta da una densa cappa di fumo che sta rendendo l’aria irrespirabile. A Monreale la gravità dei focolai ha imposto la chiusura della strada statale 186, mentre sulla rete autostradale si sono verificati blocchi temporanei lungo la Palermo-Catania all’altezza dello svincolo di Irosa. Nei centri di Castronovo di Sicilia e Campofelice di Fitalia si contano danni materiali a strutture rurali e case private, mentre altre segnalazioni arrivano dai comuni di Partinico, Caccamo, Belmonte Mezzagno e dall’area delle Madonie. A complicare la situazione del capoluogo anche diversi blackout registrati a macchia di leopardo, provocati dal picco di consumi elettrici per i condizionatori.
Mentre ulteriori focolai vengono monitorati tra il Siracusano, l’Ennese, il Nisseno e il Messinese, il mondo ambientalista lancia l’allarme per l’ennesimo scempio di biodiversità. Legambiente Sicilia ha espresso la propria vicinanza agli operatori impegnati sul campo e ha sollecitato l’impiego straordinario dell’Esercito e delle Forze Armate come presidio di deterrenza nei confronti di eventuali atti dolosi.
Il fronte dei roghi non risparmia il resto del Mezzogiorno. Nel Cosentino, alle pendici del Pollino, le operazioni aeree e da terra si stanno concentrando a Morano Calabro per evitare che l’incendio sul monte Calcinaia scenda verso il paese, dopo che l’allarme è rientrato nella vicina Frascineto. In Molise, infine, la bonifica è ancora in corso a Gambatesa, nel Campobassano, dove le fiamme hanno divorato ettari di uliveti, frutteti e campi agricoli, rendendo necessaria l’evacuazione cautelativa di alcune famiglie durante la notte.