Borsellino e la sua scorta senza giustizia

Il resto sono le solite passerelle, parole e discorsi che non hanno più senso per una strage che non ha ancora i suoi colpevoli. La verità si allontana sempre di più mentre i responsabili, diretti e indiretti, puntano sull’impunità. E sino ad oggi ci sono riusciti.

Palermo – Il capoluogo siciliano ricorda oggi Paolo Borsellino e i cinque componenti della scorta morti ammazzati 29 anni fa nell’attentato di via D’Amelio. Fra le autorità presenti ci sarà anche Enrico Letta che parteciperà al primo appuntamento nazionale delle tre pre-Agorà Democratiche.

La strage di via D’Amelio

Nel pomeriggio il sindaco Leoluca Orlando conferirà la cittadinanza onoraria alla polizia di Stato indicata come “simbolo di unione tra la città di Palermo e coloro che con professionalità difendono e hanno difeso i valori della giustizia, della legalità e della libertà, anche con il sacrificio della vita”. Il riconoscimento verrà consegnato a Lamberto Giannini, capo della polizia.
   

Lucia e Fiammetta Borsellino non saranno presenti alla commemorazione:“… Lascio che in questa occasione siano gli altri, la gente e chiunque ne avverta il bisogno, a ricordare e a riflettere – ha detto Fiammetta Borsellino io lo faccio sempre incontrando i giovani e andando nelle scuole...”.


Nel programma fitto programma di appuntamenti culturali e istituzionali anche musiche, cerimonie, una messa celebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice, deposizioni di corone di fiori alle sepolture di Borsellino e degli agenti Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano e dell’agente Emanuela Loi sepolta in Sardegna.

Per il resto una giornata di mestizia, tristezza e vergogna per una vicenda giudiziaria definita dalla Cassazione come la più colossale operazione di depistaggio. Il giudice Borsellino ha fatto giustizia ma non ne ha ricevuta. Nemmeno un po’.

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