Migliaia di coppie senza figli riversano su cani e gatti l’affetto genitoriale. Gli animali domestici dunque sono diventati membri del nucleo familiare a tutti gli effetti.
Si sentiva la mancanza dei taxi per cani e gatti! Sembra che il problema cruciale sia diventato il benessere degli animali domestici. Il resto può anche passare in secondo piano, tanto basta che Micio e Bau siano soddisfatti! Tuttavia si tratta sempre della solita solfa: il business. In Europa pare che ci sia un giro d’affari intorno ai nostri amici pelosetti a 4 zampe di svariati miliardi.
Il mercato è molto vario, tra prodotti, optional e servizi. Poiché anche per cani e gatti la mobilità è un tema fondamentale, ecco pronti i taxi dedicati. Offrono trasporti sicuri e confortevoli, con mezzi autorizzati, climatizzati e attrezzati per visite veterinarie, toelettature o viaggi. Attivi in varie città (come Bologna, Piacenza, Roma, Genova, Torino), offrono servizi spesso H24 o su prenotazione, garantendo sicurezza e benessere per animali domestici, inclusi i casi di emergenza.
Anche perché i clienti a 4 zampe sono molto esigenti. Ormai non sono più considerati dei surrogati da accantonare ma parte integrante, a pieno titolo ,nell’organizzazione e pianificazione della città. Secondo l’Istat in Italia ci sono circa 25,5 milioni di animali d’affezione. C’è un dato che balza all’occhio: l’aumento della percentuale, ora 47.9%, di coppie senza figli con almeno un animale in casa. Una trasformazione del paradigma culturale.
Una volta cani e gatti erano compagni di giochi di figli e nipoti, ora sembrano succedanei affettivi. Erano una sorta di corollari della famiglia, che vista la denatalità demografica, quasi suppliscono la carenza di bambini. Secondo le stime in Europa coabitano con le famiglie 299 milioni di animali domestici, con 29,2 miliardi di euro di vendite per il cibo e 24,6 miliardi di euro per servizi di varia natura.
Anche il turismo si è adeguato al trend, in quanto le destinazioni vengono selezionate dai viaggiatori in base a quello che possono servire in tema di benessere animale le attività ricettive. In definitiva si può dire che questi dati ci descrivono meglio di ogni commento l’Italia di oggi. Le famiglie sono sempre meno numerose anzi, al contrario, si stanno riducendo all’osso.

Le città sono sempre più complicate perché la mobilità urbana a favore degli amici a 4 zampe è pressoché nulla, per cui è sorta un’offerta privata per soddisfare le loro esigenze. Se la cosa può consolare essa è insoddisfacente anche per le persone che si muovono giornalmente, per lavoro, studio o altro. Ormai i viaggi e il tempo libero vengono decisi in base ai bisogni degli animali domestici.
Ma anche la vita quotidiana è gestita da loro, perché sono componenti effettivi della famiglia e non più, come un tempo, un complemento secondario da accantonare a piacimento. E’ l’essenzialità che rappresentano la novità assoluta rispetto al passato. In questo senso è lecito chiedere spazi, regole e servizi all’altezza.
Essendo fondamentali le loro nuove esigenze vanno oltre l’aspetto folcloristico e sono una spia che segnala, piaccia o no, di come sia in trasformazione la stessa struttura familiare e tutti gli aspetti sociali ad essa collegati. Tuttavia il rischio è l’eccesso di umanizzazione che viene in essi trasferito, facendo perdere la loro natura di essere senzienti.
Si può senz’altro vivere sotto lo stesso tetto ma se si pretendere che possano colmare una carenza affettiva umana, allora, non siamo messi bene.