Benzina e diesel di nuovo alle stelle, il governo chiude: “Niente sconto sulle accise”

Finito il taglio, il pieno torna a salire nel pieno dell’esodo. Il diesel sfonda i 2,1 euro, a Milano tocca 2,7. E da Roma nessun segnale.

Roma – Si riparte per le vacanze, ma alla pompa è già salasso. Con la fine dello sconto sulle accise il pieno è tornato a pesare come un macigno sulle tasche degli italiani, e questa volta senza alcun paracadute. Dal 3 luglio il taglio che per mesi aveva alleggerito il costo del carburante è definitivamente scaduto, e il governo ha messo le cose in chiaro senza troppi giri di parole: al momento non se ne parla di rimetterlo. Una doccia gelata proprio nel bel mezzo dell’esodo di luglio e agosto, quando milioni di famiglie si mettono in viaggio in auto.

I numeri parlano chiaro e non lasciano scampo. Questa mattina il prezzo medio rilevato dall’Osservatorio del Mimit segna 1,942 euro al litro per la benzina e 2,107 euro per il diesel in modalità self service sulla rete stradale. In autostrada si vola ancora più su: 2,032 euro per la verde e 2,181 per il gasolio. Ma è nei casi limite che il quadro diventa da incubo: il Codacons ha denunciato un distributore di Milano dove il diesel ha toccato quasi 2,7 euro al litro.

A far impennare i prezzi non c’è solo lo stop allo sconto. Sul mercato internazionale il Brent viaggia ormai verso i 90 dollari al barile, spinto dalle rinnovate tensioni tra Iran e Stati Uniti e dai timori sullo Stretto di Hormuz, la rotta chiave per il rifornimento di greggio. Un mix esplosivo che si abbatte sugli automobilisti nel momento peggiore, con le compagnie – da Eni a IP, da Q8 a Tamoil – che nei giorni scorsi hanno già ritoccato al rialzo i prezzi consigliati.

A chiedere a gran voce un intervento sono le associazioni dei consumatori e gli autotrasportatori, che invocano un nuovo taglio da tenere almeno fino al controesodo di fine agosto. Ma da Palazzo Chigi filtra soltanto una posizione “attendista”. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ribadito che una nuova sforbiciata generalizzata non ci sarà: il motivo è economico, perché lo sconto è una misura estrema e costosissima. I sette interventi già varati tra marzo e luglio, ricorda il ministero, sono costati alle casse pubbliche circa 2 miliardi di euro. L’ipotesi di aiuti selettivi per famiglie a basso reddito e imprese, lanciata dallo stesso Urso, non ha invece ottenuto il via libera.

Il risultato è un governo immobile, che per ora si limita a monitorare giorno per giorno i listini alla pompa e la crisi in Medio Oriente. Per chi parte in questi giorni resta solo una certezza: il pieno costa sensibilmente più di poche settimane fa. E senza sconto, stavolta, il caro-carburante rischia di durare ben oltre l’estate.