Sindaco nel mirino della Procura: chiesto il rinvio a giudizio per falso ideologico

Il primo cittadino, nel chiedere l’installazione di autovelox sulla Monselice-Mare, avrebbe ‘esagerato’ il numero di incidenti registrati.

Padova – Guai in vista per il sindaco di Tribano, Massimo Cavazzana, che secondo la Procura di Padova si sarebbe reso responsabile di falso ideologico. Un reato che sarebbe scaturito dalla richiesta per l’installazione dell’autovelox sulla strada regionale 104, la Monselice-Mare.

I magistrati inquirenti padovani hanno avanzato richiesta di rinvio a giudizio del primo cittadino ‘colpevole’ di aver sollecitato il posizionamento del dispositivo di controllo della velocità su quella strada ritenendola poco sicura e sottoponendo dati sull’indice di pericolosità per il numero di sinistri registrati che sarebbero risultati non corrispondenti alla realtà.

La documentazione presentata alla prefettura certificava ventidue incidenti, nessuno mortale, ma con 35 feriti tra il 2016 e il 2020. Dati che non hanno convinto un consigliere di minoranza, il quale ha ritenuto che i numeri fossero stati volutamente esagerati per ottenere il consenso all’installazione dell’autovelox e rimpinguare così le casse comunali. E da accertamenti diretti, l’amministratore di opposizione avrebbe constatato che i sinistri stradali nei quattro anni indicati erano 10, con 19 feriti.

Alla fine, però, il dispositivo di controllo della velocità nell’agosto del 2023 era stato installato, seppure Fleximan, l’ignoto autore di atti vandalici che ha abbattuto numerosi autovelox, due mesi dopo lo aveva demolito.

I giudici requirenti, concluse le indagini sul caso e raccolte le prove a carico del Cavazzana, hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio. La notizia è stata appresa nelle prime ore di oggi dal sindaco che ha voluto replicare con una nota sui social:

“In merito ai fatti contestati – spiega il primo cittadino – preciso che gli atti indicati non sono stati compilati né inviati dal sottoscritto. La fiducia nelle istituzioni e nella magistratura mi accompagna da sempre. Chi opera con correttezza non ha nulla da temere. Ho agito nel pieno rispetto delle norme e mi sono adoperato per la sicurezza della strada regionale 104 nell’interesse dei miei cittadini, una tratta estremamente pericolosa che necessita di interventi urgenti. Sono a completa disposizione dell’autorità giudiziaria, certo che ogni aspetto verrà chiarito”.