Il 51enne indiano è accusato di aver gestito il sistema di sfruttamento dei lavoratori con minacce di licenziamento e rimpatrio.
Milano – Mentre le indagini sul cantiere del nuovo consolato americano di Milano avanzano, un secondo uomo finisce in manette. Il Pm Paolo Storari ha disposto il fermo di un 51enne di nazionalità indiana, accusato di caporalato aggravato. L’uomo, che nelle testimonianze degli operai migranti viene descritto come il “cane da guardia” della multinazionale Caddell Construction, sarebbe stato il fulcro operativo del sistema di sfruttamento che ha tenuto sotto controllo decine di lavoratori sul cantiere di Piazzale Accursio.
Il provvedimento è stato adottato d’urgenza perché l’indagato stava cercando di lasciare l’Italia. Un operaio sentito dai carabinieri del Nucleo Ispettorato Lavoro ha raccontato che l’uomo aveva già cambiato alloggio, abbandonando il precedente appartamento di Garbagnate e si stava organizzando per fuggire via terra.
Secondo la Procura, il 51enne avrebbe imposto ad almeno cinquanta lavoratori di aprire un conto corrente in Italia firmando documenti in una lingua che non capivano: da quei conti venivano poi prelevati ogni mese cinquecento euro a titolo di affitto, nonostante il contratto di distacco intrasocietario internazionale prevedesse vitto e alloggio a carico dell’azienda. A questa trattenuta si aggiungevano altri trecentocinquanta euro mensili in contanti per i pasti consumati in cantiere. Soldi sottratti ogni mese a persone che già percepivano compensi irrisori.
Per mantenere il controllo, avrebbe fatto leva sulla minaccia più efficace a sua disposizione: il licenziamento e il rimpatrio in India. Una pressione esercitata in particolare contro chi, dopo un infortunio, aveva chiesto di assentarsi per recuperare. Non lavoratori tutelati ma persone ricattabili, lontane da casa, dipendenti in tutto dall’uomo che ora si trova fermato.
Quando il 29 maggio scorso i carabinieri hanno dato esecuzione al decreto di controllo giudiziario sull’azienda, l’uomo ha cominciato a muoversi: ha inviato messaggi nella chat di gruppo degli operai chiedendo loro di tacere su tutto ciò che era accaduto in cantiere e di non riferire nulla sulla sua figura. Un tentativo di depistaggio documentato dagli investigatori.
Non è il primo a essere fermato nell’ambito di questa inchiesta. Nei giorni scorsi un manager turco di Caddell Construction era stato bloccato all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio: aveva acquistato un biglietto per Istanbul il giorno dopo il commissariamento d’urgenza dell’azienda. Il Gip di Bergamo ha già convalidato quel fermo disponendo la custodia cautelare. Ora tocca al Gip di Milano pronunciarsi sul secondo provvedimento.