Bruzzone vs Infante: la cronaca nera finisce al Comitato etico Rai

Una lite in diretta si è trasformata in uno scontro istituzionale. Nel mezzo un dossier, un programma a rischio e le geometrie del potere nella tv pubblica.

Tutto comincia con una frase. Il 27 novembre scorso, in diretta su Rai2, Roberta Bruzzone si alza dal suo posto durante la trasmissione Ore14 e, prima di andarsene, raccomanda agli ospiti rimasti in studio di leggere le carte. Milo Infante risponde piccato. La porta si chiude. Quello che era un rapporto professionale consolidato e, secondo la stessa criminologa, anche un’amicizia, si trasforma in qualcosa di molto più complicato.

Settimane dopo, nel podcast Burnout, Bruzzone ricostruisce la sua versione: ha lasciato il programma perché era venuto meno il rapporto personale con il conduttore e con quello era caduto tutto il resto. Racconta di essersi sentita trasformare nel tempo in un personaggio costruito sull’indignazione sistematica, in qualcosa che non la rappresentava più.

Fin qui, una storia ordinaria di televisione. Poi la vicenda scala di livello.

Infante, secondo quanto riferito da più fonti, non si sarebbe fermato alla frizione in onda. Avrebbe consegnato al Comitato etico della Rai un dossier sugli insulti ricevuti, comprendente presunti messaggi privati resi pubblici dalla criminologa, circostanza che Bruzzone smentisce senza margini di dubbio. La segnalazione coinvolge anche i direttori di competenza e mette in discussione un progetto già avviato: un ciclo di puntate sulle truffe agli anziani, con possibile coinvolgimento della polizia di Stato, atteso per l’autunno.

Bruzzone non è solo un volto ricorrente della cronaca nera televisiva: conduce Nella mente di Narciso, docuserie prodotta da La Casa rossa, la società di Francesca Verdini, compagna del ministro Salvini, disponibile su RaiPlay dalla metà di aprile e in arrivo su Rai2 dal 21 giugno. Un sodalizio già collaudato, con un’altra stagione in lavorazione. Ora il Comitato dovrà stabilire se quanto contestato sia incompatibile con l’affidamento di nuovi spazi televisivi.

La replica della criminologa arriva dai giornali, non da una convocazione ufficiale. Bruzzone dice di apprendere la notizia dalla stampa e di attendere con serenità. Anzi, di non vedere l’ora di essere convocata: quella sarà la sede giusta per portare documentazione su condotte e dinamiche che la riguardano e che riguardano Infante. Carte alla mano, aggiunge, si vedrà chi ha rispettato il codice etico e chi no.

Sullo sfondo resta una coincidenza che qualcuno in Rai sottolinea sottovoce, come riferisce Domani: sia Infante che Bruzzone gravitano nell’orbita della Lega. Il conduttore è considerato vicino a Salvini. La produttrice del programma della criminologa è la compagna del vicepremier. Uno scontro tra figure della stessa area politica, dentro un’azienda pubblica già percorsa da tensioni, non è esattamente il tipo di notizia che si gestisce facilmente.

Nel frattempo circolano nomi di possibili sostitute, nel caso in cui la situazione si rivelasse davvero irrecuperabile. Una riunione tra il vicedirettore degli Approfondimenti Giuseppe Malara e la produzione si sarebbe già tenuta per valutare le opzioni disponibili.

Il Comitato etico non si è ancora pronunciato. La cronaca nera, da sempre porto sicuro degli ascolti Rai, rischia per la prima volta di diventare un problema anziché una certezza.