Dissequestrati i molossi della Muratella

Sequestrati dalle guardie zoofile nel Gennaio scorso trenta cani e quattro cuccioli sono tornati nel possesso dell’allevatrice Iryna Kiyanytsya a seguito di provvedimento della Procura di Roma.

Roma – La vicenda del canile privato di via della Muratella aveva fatto scalpore. Pur di vedere sequestrati i pastori dell’Asia Centrale di proprietà dell’allevatrice russa si erano mobilitati associazioni animaliste, Garante per i Diritti degli Animali e un numero imprecisato di animalisti.

Gli animali stavano benone, godevano di ottima salute ed erano ben nutriti e curati. Li avevamo visti da vicino durante la nostra visita alla struttura che, seppur fatiscente, appariva piuttosto pulita. Il provvedimento di dissequestro del PM Giuseppe Bianco è stato disposto, fra le altre motivazioni, perché i cani “sono ora gestiti in termini più rispondenti agli standard dovuti“.

Infatti l’allevatrice, su ordine dell’Asl Roma 3, aveva realizzato gran parte dei lavori di adeguamento imposti dall’ente sanitario mentre l’avvocato Franco Segnalini, difensore di Iryna Kiyanytsya, reiterava la richiesta di dissequestro degli animali che poi è giunta in data 11 maggio con grande gioia della famiglia originaria di San Pietroburgo.

Iryna con i suoi molossi

Il rifugio di Iryna era stato definito “canile lager“, ovviamente esagerando come spesso accade in questi casi. La restituzione dei molossi alla legittima proprietaria, una delle poche esperte di cani del Caucaso e di altri animali di grande taglia dal carattere forte e dalla forza straordinaria, assume un grande significato per l’allevatrice:

Non ho nulla da dire sono i fatti che parlano – afferma Iryna – I miei cani sono sempre stati trattati con amore e passione e non abbiamo certo lesinato cure e alimentazione. Ho cercato di fare quanto è stato umanamente possibile e cercheremo di fare sempre meglio anche per rendere il canile ancora più rispondente alle esigenze degli animali…“.