Il partito della premier scende al 28,4%. Il distacco con i dem si riduce a sei punti. Lega in arretramento, male anche Azione.
Il centrodestra perde terreno e il campo largo avanza. È questa la fotografia che emerge dall’ultimo sondaggio di Termometro Politico, che certifica per Fratelli d’Italia il dato più basso da giugno 2024, quando si tennero le elezioni europee.
Il 28,4% attuale di FdI non è il frutto di una sola causa. Agli strascichi del dibattito referendario si sommano una serie di vicende interne che hanno appesantito l’immagine del partito: nell’ordine, le polemiche attorno all’ex sottosegretario Delmastro, poi il caso Santanchè e infine le turbolenze che hanno coinvolto il ministro dell’Interno Piantedosi.
A complicare ulteriormente il quadro, la rottura con Washington. Tra il tycoon e Giorgia Meloni si è aperta una frattura: la premier ha scelto di prendere le distanze dalle posizioni americane schierandosi a difesa di Papa Leone, finito nel mirino del presidente statunitense. Una mossa rischiosa sul piano dell’alleanza transatlantica, ma che potrebbe rivelarsi utile sul fronte interno, dove l’opinione pubblica cattolica pesa ancora.
All’interno della coalizione di governo i movimenti sono divergenti. La Lega scivola al 7,1%, mentre Forza Italia sale all’8,5%, superando per la prima volta da tempo il partito di Salvini. Negli azzurri il processo di rinnovamento voluto dalla famiglia Berlusconi sta producendo effetti: dopo le dimissioni di Gasparri dalla guida del gruppo al Senato, sostituito da Stefania Craxi, è arrivato anche il passo indietro di Paolo Barelli alla Camera, con Enrico Costa designato come successore.
Sul versante dell’opposizione il vento soffia in direzione opposta. Il Partito Democratico sale al 22,2%, riducendo il gap con FdI a circa sei punti percentuali, una distanza che solo qualche mese fa sembrava incolmabile. Il Movimento 5 Stelle cresce e si attesta al 12,6%, confermando la ripresa avviata nelle settimane precedenti. Alleanza Verdi e Sinistra rimane stabile al 6,5%.
All’interno del cosiddetto campo largo si registrano movimenti contrari tra i partiti minori: Italia Viva guadagna qualcosa e arriva al 2,6%, mentre +Europa arretra all’1,6%. Variazioni contenute, che non alterano sostanzialmente il peso dei due partiti.
Al di fuori delle coalizioni tradizionali, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci sembra aver trovato il proprio punto di equilibrio intorno al 3,2%, una quota che si ripete ormai da diverse rilevazioni. Peggio va ad Azione, che scende al 3%, toccando il livello più basso dall’inizio del 2025.