Artisti, istituzioni, associazioni e cittadini hanno animato una lunga giornata di cultura, testimonianze e partecipazione nel cuore di un territorio simbolo della lotta alla criminalità organizzata.
Trapani – Al grido unanime di “basta con la mafia”, il pubblico di Castelvetrano ha salutato la conclusione della quarta edizione di A Nome Loro, l’evento dedicato alla memoria delle vittime di mafia che si conferma tra gli appuntamenti culturali e civili più partecipati del panorama nazionale.
Migliaia di persone hanno riempito il Sistema delle Piazze per una lunga maratona di musica, testimonianze, parole e impegno collettivo che ha unito artisti, istituzioni, associazioni e cittadini nel cuore di uno dei territori più simbolici della storia mafiosa italiana.
Ideata e diretta dalla pianista e compositrice jazz Sade Mangiaracina, la manifestazione è nata nel 2023 all’indomani dell’arresto di Matteo Messina Denaro con l’obiettivo di trasformare Castelvetrano in uno spazio permanente di partecipazione, memoria e riscatto civile attraverso la cultura. Anche quest’anno il palco ha ospitato esponenti delle istituzioni, protagonisti della musica, del teatro, del cinema e dell’informazione, insieme ai rappresentanti dell’antimafia sociale e ai familiari delle vittime.
Numerosi i protagonisti della scena artistica nazionale e siciliana che hanno dato vita a una giornata intensa di spettacolo e riflessione collettiva: Donatella Rettore, Nada, The Zen Circus, Mauro Ermanno Giovanardi, Simona Molinari, Avion Travel, Giorgio Canali, Santamarea, Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista, Mario Venuti & Tony Canto, Giulia Mei, Anastasio, Galeffi, Savana Funk, Giuseppe Anastasi, Bungaro/Casarano, Amudi Safa, Leila Shirvani, Canta fino a Dieci, Ernesto Marciante, Shakalab, Chris Obehi, Jerusa Barros, Cico Messina, Claudio Covato, Giuseppe Patti, Gli Asteroidi e il Coro Boy Scout Castelvetrano 1, oltre agli interventi di Simona Malato, Donatella Finocchiaro, Fabio Celenza, Roberto Lipari, I Sansoni e Antonio Panzica.
Grande partecipazione anche per gli spazi dedicati all’impegno civile, con testimonianze di magistrati, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e familiari delle vittime di mafia, in un dialogo continuo tra memoria e responsabilità sociale.
Tra gli ospiti istituzionali erano presenti il vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè, il deputato e componente della Commissione Cultura Matteo Orfini, il sindaco di Castelvetrano Giovanni Lentini, don Giuseppe Undari e i segretari nazionali e regionali di CGIL, CISL e UIL. Mulè ha sottolineato la necessità di guardare al futuro senza dimenticare il passato:
“Non dobbiamo dimenticare da dove veniamo, ma soprattutto dobbiamo avere bene in testa dove andiamo. E la direzione l’abbiamo chiara”.
Per Orfini, “A Nome Loro è un evento straordinario” perché ricorda che la lotta alla mafia non passa soltanto dall’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, ma anche attraverso cultura, musica e parole, strumenti fondamentali per rompere il silenzio nel quale la criminalità organizzata prospera.
Tra i momenti più intensi della giornata gli interventi di Luisa Impastato, di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, del magistrato Massimo Russo, della Fondazione Pippo Fava, di Paola Galuffo del movimento Patto per Restare, degli ex rappresentanti della Polizia di Stato Rino Germanà e Marco Mariconda, del giornalista Salvo Palazzolo, di Peppe Provenzano e delle associazioni Fondazione Falcone, Addiopizzo, Must23 e Libera Sicilia. Luisa Impastato ha ricordato il valore simbolico del luogo:
“Da questo palco siamo a 560 passi dalla casa di Matteo Messina Denaro. Una distanza che richiama i 100 passi tra Casa Memoria e l’ex casa Badalamenti, ma che rappresenta soprattutto la distanza tra il potere mafioso del silenzio e la ribellione della parola”.
Massimo Russo ha invitato i giovani a scegliere ogni giorno da che parte stare:
“La legalità non va soltanto raccontata, va praticata. Costa fatica, significa fare scelte anche quando non conviene”.
Per la direttrice artistica Sade Mangiaracina, l’edizione 2026 rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di trasformazione culturale della città:
“Anche quest’anno Castelvetrano ha dimostrato di essere molto più dei luoghi raccontati per decenni dalla cronaca mafiosa. Abbiamo visto una comunità viva, partecipe, capace di riempire le piazze di musica, giovani e speranza. A Nome Loro continua a crescere perché cresce il desiderio di costruire una nuova narrazione di questi territori attraverso la cultura, la memoria e la partecipazione collettiva”.
Mangiaracina ha inoltre evidenziato come l’edizione di quest’anno assuma un significato ancora più forte alla luce dei recenti sviluppi investigativi legati ai patrimoni riconducibili a Matteo Messina Denaro. Anche nel 2026 A Nome Loro ha investito sulle nuove generazioni attraverso il progetto MyHope, dedicato alla valorizzazione della musica emergente come strumento di memoria e partecipazione.
Il contest, ispirato alle parole di Paolo Borsellino – “I giovani, la mia speranza” – ha premiato:
- NICCIA, primo classificato e vincitore di una borsa di studio del CET di Mogol;
- EDEN, secondo classificato;
- WARCO e GIGLIO, terzi classificati ex aequo.
L’iniziativa ha rappresentato un’occasione concreta per favorire il dialogo tra generazioni e promuovere nuovi linguaggi culturali nel segno dell’impegno civile.
L’edizione 2026 è stata trasmessa in diretta su Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre, con la conduzione di Martina Martorano, Stefania Renda e Gino Castaldo.
L’Associazione A Nome Loro ha ringraziato artisti, istituzioni, associazioni, volontari, forze dell’ordine, partner e pubblico per aver contribuito alla realizzazione della manifestazione, confermando il valore di un progetto che negli anni è diventato un simbolo di impegno culturale e civile contro tutte le mafie.
L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, del Ministero per lo Sport e i Giovani, di SIAE, Nuovo IMAIE, CGIL-CISL-UIL e Tenute Orestiadi.














